premio letterario LORENZO MONTANO ed 2004-05

13-07-2005

Comunicato stampa

PREMIO “LORENZO MONTANO” XIX edizione 2004-2005

Luigi Ballerini con “Cefalonia” edito da Mondadori
Albino Crovetto con “Una zona fredda”, pubblicato da Niebo-La Vita Felice
Franco Falasca con “Nature improprie”, Fabio D’Ambrosio Editore

sono i tre vincitori del Premio di Poesia Lorenzo Montano, XIX edizione, per la sezione “Opera Edita – Provincia di Verona”. continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio
articolo presente in: autori  franco falasca  catalogo poesia  nature improprie

avanguardie a napoli

13-07-2005

di francesco muzzioli

Sappiamo bene, che è proprio dai più acuti stati di crisi, dai nodi più intricati, dai “punti di rottura” che possiamo valutare con maggiore chiarezza i problemi che ci riguardano tutti. Proprio così: la realtà che può colpirci e spingere in avanti la nostra riflessione è quella che ci viene incontro dalle zone più toccate dal disagio, dove più chiaramente emerge e si fa emblematica la contraddizione reale. Per stare al panorama italiano, l’area napoletana, ad esempio: essa evoca subito — nel senso comune di massa — uno stato di illegalismo e di selvaggia cronaca nera, eppure proprio lì, per la forza di una dialettica degli estremi, si deve riconoscere uno dei nostri più avanzati “laboratori”, una interessantissima fucina culturale che ha prodotto (qui mi riferisco principalmente al mio campo, che è quello letterario) attività di assoluto rilievo, promosse da scrittori, gruppi, riviste (da “Terra del Fuoco” alla storica “Altri Termini”; e aggiungerei anche “Oltranza”, “Pragma”, “Risvolti”), con percorsi originali e non-allineati. continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio
articolo presente in: autori  carmine lubrano  autori  francesco muzzioli

che fare se è guerra il pensiero della guerra?

13-07-2005

saggio di gaetano delli santi
(italiano per straniati, fabio d’ambrosio editore, 2004)

La scrittura lapidaria
Il comune sentimento dell’accettazione passiva e rassegnata, viene (nei versi di Colusso) scabrosamente e provocatoriamente leso.
L’infamia di un’epoca terribilmente infangata dalle sue guerre chirurgiche, devastata da una crudele intelligenza capitalistica, alloppiata dalla mercificazione narcisistica dei suoi effetti scenici, sigillata nel furor histrionum di simulacri ingannevoli e menzogneri, vi è messa alla berlina. L’evidenza del dato di fatto non è negata, anzi lo si esplora per umiliarlo, annichilirlo, fiaccargli le corna, mortificarlo.. continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

tiziana colusso: un elastico teso tra beckett e buddha

13-07-2005

recensione del volume italiano per straniati
di Mario Lunetta

Il rapporto di Tiziana Colusso con il linguaggio è, per sua fortuna, tutt’altro che pacifico. La scrittrice romana sa che quello che chiamiamo appunto linguaggio letterario non è esplicativo ma interrogativo, non è descrittivo ma autoreferenziale, nel senso che non chiarisce e non giustifica nulla se non la propria presenza, la quale poi, quanto più è forte e complessa tanto più contiene nel suo phaìnomai elementi, strati, relitti, scorie di molteplice. Quando è consapevole, l’inevitabile narcisismo della scrittura letteraria è un punto di forza, non un orpello risibilmente vanitoso. In questo senso la poesia degna del nome rivolge sempre (anche) contro di sé le pulsioni narcissiche dell’autore, e le fissa in linguaggio “autonomo”.
E’ precisamente quanto avviene in una raccolta come Italiano per straniati, continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio