di francesco muzzioli
Sappiamo bene, che è proprio dai più acuti stati di crisi, dai nodi più intricati, dai “punti di rottura” che possiamo valutare con maggiore chiarezza i problemi che ci riguardano tutti. Proprio così: la realtà che può colpirci e spingere in avanti la nostra riflessione è quella che ci viene incontro dalle zone più toccate dal disagio, dove più chiaramente emerge e si fa emblematica la contraddizione reale. Per stare al panorama italiano, l’area napoletana, ad esempio: essa evoca subito — nel senso comune di massa — uno stato di illegalismo e di selvaggia cronaca nera, eppure proprio lì, per la forza di una dialettica degli estremi, si deve riconoscere uno dei nostri più avanzati “laboratori”, una interessantissima fucina culturale che ha prodotto (qui mi riferisco principalmente al mio campo, che è quello letterario) attività di assoluto rilievo, promosse da scrittori, gruppi, riviste (da “Terra del Fuoco” alla storica “Altri Termini”; e aggiungerei anche “Oltranza”, “Pragma”, “Risvolti”), con percorsi originali e non-allineati. continua…