opera teatrale

08-07-2005

introduzione
Uno scrittore, un regista teatrale, un esperto di grafica e nuove tecnologie di comunicazione e un grande personaggio storico: Giordano Bruno.
Dalla collaborazione di Gaetano delli Santi (poeta, scrittore e professore di estetica), Claudio Pappalardo (regista di cinema) e Fabio D’Ambrosio (scenografo virtuale), nasce un’opera teatrale basata sull’interdisciplinarietà delle competenze di ognuno.
La pièce propone in chiave poetica, letteraria ed ideologica il processo inquisitorio al filosofo nolano Giordano Bruno, a partire dai documenti originali dell’epoca. Tra gli aspetti della prospettiva filosofica di Bruno messi a frutto nel testo di delli Santi (pubblicato da Fabio D’Ambrosio Editore), è da segnalare la ricerca degli “infiniti universi” attraverso la sperimentazione linguistica.
Il tutto é ambientato in uno spazio multimediale con l’utilizzo di schermi e videocamere che si ispira al planetario, in continuo bilico tra arcaico e moderno.
Lo spettacolo è stato presentato a Roma al Metateatro il 12-16 Febbraio 2003 con la partecipazione di Amnesty International (che ha fornito sequenze video di pubbliche esecuzioni capitali, proiettate durante lo spettacolo) e di Applicando, rivista di informatica.. continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

sintesi dell’opera

08-07-2005

prologo
Il Menestrello descrive dettagliatamente, secondo una ritrattistica che si ispira al pittore manierista Arcimboldo e alle Grottesche rinascimentali, i 9 Cardinales generales Inquisitores.
Dai ritratti dei 9 Cardinales che il Menestrello raffigura, se ne ricava una particolareggiata allegoria sui peggiori vizi e crimini commessi dalle Congregazioni del Santo Uffizio.
Al termine delle raffigurazioni dei 9 Cardinales generales Inquisitores, gli stessi subentrano in scena col compito di declamare insieme e/o alternandosi, i Capi d’Accusa coi quali si condanna al braccio secolare (al rogo) Bruno.
I Capi d’Accusa riportano in sintesi questioni filosofiche, teologiche, astronomiche… che la Santa Chiesa condannerà perché ritenute eretiche. continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

fra’ Giordano Bruno redivivo: l’eresia e il plurilinguismo

08-07-2005

Intervista di Davide Castronovo
a Fabio D’Ambrosio (editore e realizzatore di opere multimediali)
e a Marisa Napoli (esperta in Retorica, studiosa e docente di Letteratura italiana

Certo che meglio è una degna et eroica morte, che un indegno et vil trionfo
Giordano Bruno, De gl’Heroici Furori

Il “Fra Giordano Bruno Redivivo” di Gaetano delli Santi e Fausto Pagliano, edito da Fabio d’Ambrosio, certamente non è un libro da poter essere dimenticato o sottovalutato. L’intervista che segue ha lo scopo di scavare per rinvenire le fondamenta di un lavoro che si presenta da subito come denso, intricato, energico. Sinteticamente, come un corpo vivo. Questo corpo sta a malapena nel libro in questione. Esso trasborda: dalla pagina, dal testo, dai grafemi e dalle lettere. Insomma, non ci sta in se stesso. Cercheremo allora di cogliere di sbieco la vitalità propulsa da quest’opera attraverso le osservazioni di Marisa Napoli, che del testo è già stata acuta critica, e i racconti di Fabio d’Ambrosio, colui senza il quale l’alchimia non si sarebbe fatta materia. continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

la perversione ellittica nel linguaggio di Giordano Bruno

08-07-2005

(da KILIAGONO, poligono dai mile linguaggi, numero ZERO, dic. 1992, all’insegna del pesce d’oro, edizioni di Wanni Scheiwiller, Milano)
di Gaetano delli Santi

Questo saggio invoca il caso, nella forma in cui il calcolo delle probabilità c’insegna a manipolarlo, solo perché si tratta deIl’unico modello matematico a disposizione di chi cerca di cogliere l’ignoto e l’incontrollabile.

(Benoit B. Mandelbrot)

i

Di Bruno si potrebbe dire che per procacciarsi idee s’era incamminato eri plein air a penetrare lo stillicidio di una luce votata agli enteroclismi, repellendo l’intenzione di erigerla nel sole.

“Ma che fo io? che penso? Son forse nemico della generazione? Ho forse in odio il sole?” (G. Bruno). continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

gli autori depongono innanzi all’inquisizione culturale circa la propria ortodossia eretica

08-07-2005

inquisitore
Svegliandovi stamane avete forse avuto un attacco di colica, uno struggimento di corpo? Be’! cos’è questo libro? è scritto in un linguaggio per lo più indecifrabile, e le pagine… le pagine son zeppe di cervellotiche immagini pittoriche: cervellaggine, a mio avviso, piaggiata da ghiribizzi e strampalerie. È così che si fanno i libri? Dov’è andata a finire la nostra aulica tradizione classica, che per secoli e secoli ci ha fornito opere pien di equilibrio, di posatezza, di compassatezza e di buon senso?

autori
Calma! calma! prova un po’ a riflettere. Ti pare che in un’epoca tutta multimedialità, affidata alla prestezza e precisione programmatica dei computers, all’animalità tecnologica della informatizzazione di massa, alla globalizzazione telematica e informatica, si possa continuare a produrre arte e scrittura ancora vezzeggiate dall’oppio d’una nazional tradizione, gestite da pacifiche imperturbabilità, da soporifere placidità, da flemma anestetizzante? Questo libro, per quanto bislacco possa sembrare, è un’opera interdisciplinare e, in quanto tale, affermiamo: continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio