il petrarchismo strisciante nel ’900 italiano

27-08-2005

da la forza generativa del barocco
l’eredità estetico-linguistica del Barocco alle Avanguardie
fabio d’ambrosio editore
di Gaetano delli Santi

NB: i riferimenti e i rimandi alle note sono relativi al testo da cui il brano è tratto.

Il petrarchismo strisciante nel ’900 italiano

A tutt’oggi, quasi tutta la poesia italiana si rifà agli stilemi e alle tematiche della tradizione petrarchesca. Parallelamente, l’antimarinismo, l’antibarocco, e di conseguenza, quasi in maniera ineluttabile, l’antiavanguardia, resistono nella mentalità di molti intelettuali.
Non ci credete?
E allora eccovi un consiglio pratico per constatare di persona se l’affermazione svraespressa, corrisponde al vero o a un giudizio del tutto gratuito:

- prendete una Antologia sulla poesia italiana;
- scegliete un periodo che vada -ad esempio- dal primo ’900 ad oggi;
- estrapolate a caso (facendo cadere a occhi chiusi il dito sui singoli testi) intere strofe da poesie di diversi autori (se non addirittura da tutti gli autori menzionati nell’Antologia stessa);
- ricomponete le varie strofe in forma di poemetto (sempre seguendo la casualità dell’ordine secondo cui le avrete estrapolate) quasi a comporre un poemetto;
- aggiungete, fra quelle strofe, due o più sonetti appartenenti al ’500… e
- leggete il tutto (facendo credere che è stato scritto da un solo autore), sottoponendo la lettura a persone a cui non rivelerete il metodo adottato…
- e voilà… continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

la forza inventiva del Barocco e dell’Avanguardia contro la tradizione petrarchista

27-08-2005

da la forza generativa del barocco
l’eredità estetico-linguistica del Barocco alle Avanguardie
in corso di pubblicazione fabio d’ambrosio editore
di Gaetano delli Santi

NB: i riferimenti e i rimandi alle note sono relativi al testo da cui il brano è tratto.

Il Barocco -come l’Avanguardia- si pone contro la tradizione petrarchista facendo emergere un linguaggio ricco di scherzi, di stramberie e di sghignazzi grotteschi, allo scopo di rivelare liberamente i lati osceni dell’esistenza umana.
Quando si tratta di osservare criticamente l’uomo e i lati peggiori della sua esistenza, le parole mordono, si fanno corrosive e caustiche, distorcono il loro senso rendendosi equivoche e fisicamente fastidiose:
«Farò veder le bassezze innumerabili, le sciapitezze inenarrabili, le durezze insopportabili, gli storcimenti del buon parlare, le contradizioni delle sentenze, i barbarismi delle frasi, gli storpi della lingua, le freddure degli agggiunti, le meschinità delle rime, infino alla falsità delle desinenze scappate, che non si possono scusare, perciochè non son notate nel registro degli altri errori». continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio