‘vecchio frak’. commento alla canzone d’autore

05-03-2007

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di paolo jachia

Autore e data di composizione: parole e musica di Domenico Modugno – 1955


Periodo/successo:
I primi anni Cinquanta – l’epoca in cui Modugno è quasi sconosciuto al grosso pubblico – sono il periodo in cui il “grande Mimmo” scrive quasi tutti i suo capolavori facendo rinascere temi antichi in favole moderne. Se dunque Modugno è per antonomasia in tutto il mondo “Mister Volare”, il successo di “Vecchio frack” non fu inferiore allargando però la fama di Modugno straordinario e romantico chansonnier non solo al grande pubblico ma anche ai critici più esigenti.

Commento: “Vecchio Frack”, probabilmente il capolavoro di Modugno, è un racconto perfetto, sospeso tra la cronaca di un’avventura da belle époque (il protagonista parla in francese) e la favola antica di un principe innamorato ed ingannato da una principessa bella e feroce. La canzone si apre con una serie di notazioni magiche e quasi favolistiche – il gatto innamorato e randagio è un alterego del protagonista che ne condivide a specchio il destino – che la voce carica di fascino di Modugno e l’accompagnamento leggero della sua chitarra – a metà tra la tradizione chansonieristica francese e il recitar cantando tipico italiano – sottolineano pur senza enfatizzarli: “E’ giunta mezzanotte / si spengono i rumori / si spegne anche l’insegna / di quell’ultimo caffè. / Le strade son deserte / deserte e silenziose / un’ultima carrozza cigolando se ne va… / Il fiume scorre lento / frusciando sotto i ponti / la luna splende in cielo, / dorme tutta la città. / Solo va… un vecchio frack “.
Con l’entrata in scena del protagonista – assieme alla voce e alla presenza del fiume – l’attenzione si sposta dall’atmosfera sospesa di questa città notturna (mezzanotte è l’ora delle magie) alla descrizione del protagonista, un uomo innominato e misterioso, ai piccoli particolari del suo modo di vestire che ci fanno subito intuire un’eleganza assoluta, straordinaria, principesca: “Ha un cilindro per cappello, / due diamanti per gemelli, / un bastone di cristallo, / la gardenia nell’occhiello, / e sul candido gilet / un papillon / un papillon / di seta bleu. / S’avvicina lentamente, / con incedere elegante, / ha l’aspetto trasognato, / malinconico ed assente, / non si sa da dove vien, / né dove va. / Di chi sarà / quel vecchio frack? / ‘Bonne nuit. Bonne nuit. / Bonne nuit. Bonne nuit. / Buonanotte’ / va dicendo ad ogni cosa: / ai fanali illuminati, / ad un gatto innamorato / che randagio se ne va.”
La tragedia segreta di quest’innamorato romantico dallo sguardo tipicamente malinconico (la malinconia è per definizione un sentimento romantico) non ci viene raccontata ma suggerita ed è naturalmente un grande amore ferito, finito con le nozze della principessa con un altro uomo… ma tutto questo ed anche la morte di questo principe misterioso non è descritto ma lasciato intuire: “E’ giunta ormai l’aurora / si spengono i fanali / si sveglia a poco a poco / tutta quanta la città. / La luna s’è incantata, / sorpresa e impallidita, / pian piano scolorandosi nel cielo sparirà. / Sbadiglia una finestra / sul fiume silenzioso, / e nella luce bianca / galleggiando se ne van / un cilindro, un fiore, un frack… / … / Adieu Adieu / Adieu Adieu / vecchio mondo / ai ricordi del passato, / ad un sogno mai sognato, / ad un abito da sposa / primo ed ultimo suo amor”.

Echi letterari: Domenico Modugno ha una cultura naive ma ricca di fermenti diversi ed importanti: il folklore siciliano e meridionale, la tradizione attoriale e cinematografica italiana, letture disordinate e vivissime (Pirandello, Verga, Goldoni, ecc.) e un fiuto straordinario per cogliere e far rivivere archetipi antichi e millenari. Ad esempio in questa canzone dietro lo sfondo banale e manierato della belle époque è facile distinguere l’immagine archetipa del principe incantato che muore d’amore e lo stesso procedimento lo possiamo trovare in tante sue straordinarie canzoni, il cui successo sta proprio nel dare una veste nuova e brillante a temi mitici ed antichissimi.

Influenze sulla musica successiva: Se non ci fosse stato Modugno – la rivoluzione artistica di Modugno – non si sarebbe spezzata l’egemonia della canzonetta “anni Cinquanta”. Attraverso la breccia aperta dal grande Mimmo cominciò il rinnovamento della canzone italiana. Da lui dunque inizia la canzone d’arte contemporanea.

articolo redatto da: fabio d'ambrosio
articolo presente in: autori  paolo jachia
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