Laboratorio di scrittura concreta. Incontro propedeutico al corso.

23-06-2007
mag ’07
25
18:00

Cosa ci proponiamo di fare?

Ecco quanto:

vogliamo sperimentare una scrittura diversa da quella piallata dall’abitudine massmediatica della non fatica (basta testi lisci, vuoti che continuano ad appestare le letture di tutti con una comunicazione piatta, consuetudinaria, che nulla sa aggiungere al mondo immaginario e tangibile in cui viviamo);

una scrittura costruita con rigore (prendendo le distanze dalla prassi testuale cui siamo ormai avvezzi, intendiamo confrontarci con una scrittura meditata, ripensata e ruminata come risultante di un calcolo a più variabili -genere, tema, registro stilistico, disposizione delle parole all’interno della frase e sulla pagina,… tutto minuziosamente strutturato);

una scrittura concreta, perché affonda nella materia cinestesica del presente e lì torna (ovvero: plasmati a partire dalle percezioni sensoriali del mondo, i testi parlano autenticamente delle esperienze che, vissute, hanno contribuito a generarli);

una scrittura geometrica e dinamica (= una scrittura che sappia confrontarsi e misurare il mondo con la precisione elastica e scientifica con cui essa stessa è costruita) che sbugiardi la finzione della letteratura posticcia, kleenex per cervelli impigriti da letture inconcludenti. continua…

articolo redatto da: elisa_g

lezione: i precursori delle avanguardie parte III

13-06-2007
mag ’07
25
18:00

Lezione tenuta da Gaetano dell Santi il 25 maggio 2007

Una parentesi sul rapporto tra l’Espressionismo ed il Romanticismo


L’arte bene-stante sta bene e fa star bene, fa star tranquilli, rilassati, appagati, pasciuti.
Con grandi profondi respiri, rilassa le membra, distende i muscoli, intorpidisce le ossa, assopisce sensi e coscienza…

Un dettaglio! Un dettaglio improvviso sveglia l’attenzione addormentata: è visto, assaporato, udito, analizzato, tagliato nel vivo della sua carne fino ai minimi termini, in uno spazio caotico, non gerarchizzato, non predigerito da un’entità ordinatrice, uno spazio senza territorio, incondizionato, uno spazio minaccioso e allettante nella sua libertà. Nessuno stampo normativo da imitare o prospettiva povera, falsa e riduttiva che incanalino in un precostituito senso monodimensionale: cancellare il mondo per costruirne un altro con audacia, un mondo in cui essere quel che si è, forma significante (oggetto-parola) non ingabbiata dalle maglie della norma, della razionalità sterile o del linguaggio consueto ed abusato. continua…

articolo redatto da: elisa_g