teatro: ‘NEL’ di Alessandro Bergonzoni

25-04-2008

Teatro Ciak alla Fabbrica del Vapore, inizia puntuale all’interno di una scenografia scheletrica: 3 elementi verticali nascosti da un panneggio bianco. Fino all’ultimo si cerca di cucire la relazione tra Bergonzoni e la scenografia, ma è difficile. Oltre ai 3 elementi vi sono delle tele bianche da pittore sdraiate a terra, su cui, una volta alzate, vengono proiettate delle immagini probabilmete dei suoi ultimi lavori pittorici. Anche in questo caso l’essenzialità, la relazione con il proiettore, le tele vuote, sono ottime idee rimaste a uno stato embrionale. E’ un peccato perchè contenutisticamente Bergonzoni è valido! Unisce a una carica comica una simpatia sana che non abbisogna di appoggiarsi su noiosi e troppo frequentati luoghi comuni di calvizie berlusconiane o di look alla Margioglio. continua…

articolo redatto da: luca pischedda

salone del mobile: giovani designer, ‘idee vecchie’

24-04-2008

sono andata al salone del mobile che s’è tenuto nella fiera di rho dal 15 al 21 aprile.
ai non addetti ai lavori era riservato il padiglione satellite. in questo luogo, a differenza degli altri del polo progettato da massimiliano fuksas, vengono esposti solo i prodotti dei nuovi designer.
c’erano moltissime persone ed era abbastanza faticoso muoversi tra gli stand e vedere con calma i prototipi presentati.

b<sidesono rimasta piuttosto delusa: molte delle creazioni proposte erano fin troppo simili ad altre già viste e riviste, e coloro i quali hanno cercato di portare avanti un’alternativa hanno originato – ma non in modo originale – oggetti inutili o poco funzionali.
la cosa che mi ha stupito è che c’era la completa mancanza di coinvolgimento etico e di ironia: la maggior parte degli artisti che presentavano i prodotti, era poco incline a interagire con il pubblico e a mostrare il funzionamento delle proprie ideazioni.
inoltre, ho trovato certe idee troppo forzatamente eccentriche e per nulla coerenti con il concetto stesso di una disciplina che dovrebbe unire il creativo al funzionale, e il tutto ad un prezzo popolare.
insomma, a parte uno studio che aveva assemblato mobili semplici e resistenti usando solamente cartone riciclato, e qualche idea divertente – un portaombrelli vegetale e un paio di oggetti stravaganti – non mi è sembrato ci fossero idee o spunti interessanti.

portaombrellid’altronde già nel fuori salone avevamo (leggi) potuto constatare che l’unica costante del design è e continua ad essere l’apparenza finalizzata a un commercio facile ed a un consumo veloce.
persino all’interno del progetto greenenergydesign (allestito all’università statale) che si presentava come ‘insieme di installazioni temporanee dedicate all’ambiente, alle energie rinnovabili e all’estetica ecosostenibile’ non c’era praticamente nessun prodotto che rispettasse la consegna. molte installazioni erano ingombranti, non funzionali e insostenibili – nel senso di non sostenibili nè esteticamente nè ecologicamente.

articolo redatto da: camilla sacerdoti
articolo presente in: redazione  camilla sacerdoti

salone del mobile 2008

23-04-2008

Salone del mobile, reparto dedicato al tema delle energie sostenibili, per un design che pensi e si confronti con il tema del futuro (cioè dell’immediato presente) delle fonti di energia rinnovabile. Bene, varcata la soglia della Statale è stato arduo reperire installazioni pertinenti al tema.

E’ grave che chi viene selezionato per essere il propulsore di idee nuove ed intelligenti per le generazioni avvenire, non si preoccupi di fare infrastrutture e sovrastrutture conciliabili con le impellenze del mondo, quali il sovraffollamento, la desolante architettura delle città, il male vivere quotidiano dei lavoratori. Sembra che questi argomenti non avessero a che fare con il loro lavoro.

A partire dal come sono state esposte le installazioni all’interno del contesto architettonico universitario; si è sentito il disinteresse di chi sa allestire in maniera parassitaria e pirotecnica, con luci verdastre radenti statue ed elementi architettonici. Hanno incoraggiato situazioni improbabili come la camera blu pavimentata a gel, senza motivo costruita a 4 rampe di scale da terra. Altre costruzioni, come quella di Pesce, invece sono riuscite a sprecare miseramente buone idee, come le pareti in stoffa imbevuta in un liquido solidificante. continua…

articolo redatto da: luca pischedda