il futurismo. quarta lezione sulle scritture devianti

21-12-2008
gen ’09
15
19:00

 

14 lezioni sulle scritture devianti
con aperitivo

ATTENZIONE: per i problemi di viabilità causati dalla neve, la lezione di giovedì 8 gennaio è posticipata a
giovedì 15 gennaio 2009 ore 19

il futurismo:
tutto ciò che avete voluto sapere e non avete mai osato chiedere

lezione sulle scritture devianti: dante

07-12-2008
dic ’08
11
19:00

la pennellata espressionista
il cromatismo materico nella sonorità di dante.
lo stile gotico, babelico e sporco de l’inferno di dante
simbiosi con l’architettura gotica e con il tocco espressionista.

gli incontri si svolgono alle ore 19:00 presso la
libreria puerto de libros, via pollaiuolo 5, milano

prenotazione obbligatoria
per adesioni e informazioni
mail
+39 348 41 30 420 (valeria)

quota di partecipazione (riduzione studenti 15%)
1 lezione € 12
5 lezioni € 50
14 lezioni € 140

fra’ giordano bruno – IL FILM

12-11-2008

Il lungometraggio nasce dalle riprese realizzate durante la  messa in scena teatrale, in cartellone a roma nel febbraio 2003. i testi sono tratti dal volume “fra’ giordano bruno redivivo” di gaetano delli santi, pubblicato da fabio d’ambrosio editore (2001).

regia: claudio pappalardo
scenografia virtuale: fabio d’ambrosio
scenografia: gianni gangai
musiche: art bears (su gentile concessione di chris cutler)

salone del mobile: giovani designer, ‘idee vecchie’

24-04-2008

sono andata al salone del mobile che s’è tenuto nella fiera di rho dal 15 al 21 aprile.
ai non addetti ai lavori era riservato il padiglione satellite. in questo luogo, a differenza degli altri del polo progettato da massimiliano fuksas, vengono esposti solo i prodotti dei nuovi designer.
c’erano moltissime persone ed era abbastanza faticoso muoversi tra gli stand e vedere con calma i prototipi presentati.

b<sidesono rimasta piuttosto delusa: molte delle creazioni proposte erano fin troppo simili ad altre già viste e riviste, e coloro i quali hanno cercato di portare avanti un’alternativa hanno originato – ma non in modo originale – oggetti inutili o poco funzionali.
la cosa che mi ha stupito è che c’era la completa mancanza di coinvolgimento etico e di ironia: la maggior parte degli artisti che presentavano i prodotti, era poco incline a interagire con il pubblico e a mostrare il funzionamento delle proprie ideazioni.
inoltre, ho trovato certe idee troppo forzatamente eccentriche e per nulla coerenti con il concetto stesso di una disciplina che dovrebbe unire il creativo al funzionale, e il tutto ad un prezzo popolare.
insomma, a parte uno studio che aveva assemblato mobili semplici e resistenti usando solamente cartone riciclato, e qualche idea divertente – un portaombrelli vegetale e un paio di oggetti stravaganti – non mi è sembrato ci fossero idee o spunti interessanti.

portaombrellid’altronde già nel fuori salone avevamo (leggi) potuto constatare che l’unica costante del design è e continua ad essere l’apparenza finalizzata a un commercio facile ed a un consumo veloce.
persino all’interno del progetto greenenergydesign (allestito all’università statale) che si presentava come ‘insieme di installazioni temporanee dedicate all’ambiente, alle energie rinnovabili e all’estetica ecosostenibile’ non c’era praticamente nessun prodotto che rispettasse la consegna. molte installazioni erano ingombranti, non funzionali e insostenibili – nel senso di non sostenibili nè esteticamente nè ecologicamente.

articolo redatto da: camilla sacerdoti
articolo presente in: redazione  camilla sacerdoti

ambrogino d’oro a Pagliarani

01-03-2008

lunedì 25 febbraio siamo andati nella grandiosa sala delle cariatidi di palazzo reale per l’evento milano per elio pagliarani.

sala-delle-cariatidiil pubblico era abbastanza numeroso ma molti sembravano esser lì per fare presenza più che per l’interesse dovuto a un grande avanguardista.
tra i personaggi più noti c’erano il critico d’arte gillo dorfles, il direttore editoriale e il vicepresidente della garzanti libri (oliviero ponte di pino e gherardo colombo) e il poeta francesco leonetti.

l’unico intervento che ha risvegliato il nostro interesse è stato il primo, quello di gillo dorfles.

il critico ha sottolineato l’importanza di autori come pagliarani che con la loro opera hanno sempre contrastato il canone classico che impone al poeta una selezione di temi e di vocaboli leciti, ovvero sublimi, puri, al di sopra della vita di tutti i giorni.

consegna-ambroginodopo un altro paio di oratori che hanno letto e commentato alcuni frammenti poetici di pagliarani, è arrivato anche vittorio sgarbi (assessore alla cultura e organizzatore dell’evento).
in veste ufficiale ha consegnato al poeta il meritato ambrogino d’oro e, dopo un discorso coerente con il suo personaggio di politico, è corso via per presenziare ad un altro impegno altrettanto ufficiale.

elio pagliarani non era proprio in ottima forma. ha faticosamente letto un testo breve di cui si sono perse svariate parole.

la serata si è conclusa con una performance dell’attrice carla chiarelli che ha interpretato -ci è parso più per se stessa che per il seppur poco partecipe pubblico- la ragazza carla, il poemetto scritto da pagliarani che segna il passaggio dal neorealismo alla neoavanguardia.
il testo è stato programmaticamente costruito alternando il registro tecnico-didattico del manuale di dattilografia, il tono dimesso dei pensieri della ragazza e quello severo delle osservazioni della madre, ma l’attrice ha optato per una recitazione enfatica, meccanica e alquanto didascalica -forse stimando necessario aggiungere pathos ad un testo, a suo parere, privo di dinamismo.
inoltre, in chiara antitesi con il rifiuto avanguardista di un’arte di leggero intrattenimento o fine a se stessa, gli organizzatori hanno voluto affiancare alla lettura un accompagnamento musicale unicamente dilettevole e privo di significato.

pagliaraniancora una volta, un evento che poteva avvicinare il pubblico a un grande autore d’avanguardia s’è svolto ex cathedra con superficialità. ci siamo dispiaciuti soprattutto per la completa la mancanza di attenzione nei confronti sia degli spettatori (che, non essendo stati coinvolti in un confronto, sono stati ridotti a meri recettori) che del poeta stesso. mentre tutti parlavano della sua opera, pagliarani è stato lasciato in disparte, come già dimenticato.

pagliarani nato nel 1927 ha vissuto a milano dagli anni quaranta al 1960. fa parte del movimento d’avanguardia gruppo ’63 ed è presente con i suoi scritti nell’antologia i novissimi.

articolo redatto da: camilla sacerdoti
articolo presente in: redazione  camilla sacerdoti  redazione