laboratorio di scrittura concreta II. prima esperienza

27-01-2008
gen ’08
15
19:00

Senso n. 01: Udito

Preparazione:
Approntare una penna e strisce di carta di uguale lunghezza.
Isolare gli occhi da sorgenti di luce più o meno vicine.
Ripetere l’operazione per i rimanenti organi di senso -ad eccezione dell’impianto uditivo- fino alla conquista di un isolamento vòlto alla massima ricezione.

Il silenzio (percezione fastidiosissima perché senza limiti instabile) si rompe -attacco iniziale della sinfonia.
Note e rumori pungolano gli organi sensòri e vengono identificati come suoni dai sensi che, patendoli, si riconoscono come canali (media). Attraverso questi tutto il corpo, fattosi cassa di risonanza, riceve e costruisce immagini percettive -ogni organo secondo le proprie funzioni- all’interno di un flusso unico, guidato dalla matematica della composizione musicale.

A partire dall’operazione messa in atto da D’Annunzio per il suo Notturno (1), bendati durante l’ascolto del brano, ne riceviamo le melodie, i passaggi e le discontinuità: al buio (meno vincolati dalla costrizione del significante grafico) lasciamo depositare sulle strisce di carta i frammenti -parole, immagini, percezioni- raccolti dal filtro cerebrale.

continua…

articolo redatto da: elisa_g

Laboratorio di scrittura concreta. Incontro propedeutico al corso.

23-06-2007
mag ’07
25
18:00

Cosa ci proponiamo di fare?

Ecco quanto:

vogliamo sperimentare una scrittura diversa da quella piallata dall’abitudine massmediatica della non fatica (basta testi lisci, vuoti che continuano ad appestare le letture di tutti con una comunicazione piatta, consuetudinaria, che nulla sa aggiungere al mondo immaginario e tangibile in cui viviamo);

una scrittura costruita con rigore (prendendo le distanze dalla prassi testuale cui siamo ormai avvezzi, intendiamo confrontarci con una scrittura meditata, ripensata e ruminata come risultante di un calcolo a più variabili -genere, tema, registro stilistico, disposizione delle parole all’interno della frase e sulla pagina,… tutto minuziosamente strutturato);

una scrittura concreta, perché affonda nella materia cinestesica del presente e lì torna (ovvero: plasmati a partire dalle percezioni sensoriali del mondo, i testi parlano autenticamente delle esperienze che, vissute, hanno contribuito a generarli);

una scrittura geometrica e dinamica (= una scrittura che sappia confrontarsi e misurare il mondo con la precisione elastica e scientifica con cui essa stessa è costruita) che sbugiardi la finzione della letteratura posticcia, kleenex per cervelli impigriti da letture inconcludenti. continua…

articolo redatto da: elisa_g

Laboratorio di scrittura concreta. Incontro preparatorio alla prima esperienza nel campo

23-06-2007
giu ’07
1
18:00

Materiale occorrente: predisposizione a mettersi in gioco per misurarsi con fattualità nuove (nonostante la maschera della consuetudine), appositi penna e agile taccuino (un calepino) sempre pronto ad essere sfoderato all’occorrenza (vedremo come e secondo quali modalità).

…materiale alla mano, come operiamo in concreto?.. dato che tanto s’è detto dell’esperienza nel campo…

Una precisazione: si tratta di un lavoro accurato, approfondito, studiato e non dogmatizzato. Nulla viene fatto a caso: il testo non viene scritto di getto e gli esperimenti non sono casuali. continua…

articolo redatto da: elisa_g

Laboratorio di scrittura concreta. Prima esperienza nel campo

23-06-2007
giu ’07
8
18:00

Domanda: concretamente quanto detto come si riversa nella nostra pratica?

Esperienza n. 01

Coordinate spaziali: p.zza Duomo & dintorni.
Coordinate temporali: venerdì 08 giugno 2007, inizio ore 18.00.FASE PRELIMINARE AVVIATA… preparazione dell’esperienza… frammento… analisi… microtestualità… Mallarmè e la costruzione geometrica strutturale del testo. PROCEDURA TERMINATA.
ATTREZZATURA CONTROLLATA. Tutto in regola.
CINTURE SLACCIATE. Perfetto.
SENSORI? CONTROLLO INIZIATO, APERTURA DELLE BOCCHE IN CORSO… continua…

articolo redatto da: elisa_g

lezione: i precursori delle avanguardie parte III

13-06-2007
mag ’07
25
18:00

Lezione tenuta da Gaetano dell Santi il 25 maggio 2007

Una parentesi sul rapporto tra l’Espressionismo ed il Romanticismo


L’arte bene-stante sta bene e fa star bene, fa star tranquilli, rilassati, appagati, pasciuti.
Con grandi profondi respiri, rilassa le membra, distende i muscoli, intorpidisce le ossa, assopisce sensi e coscienza…

Un dettaglio! Un dettaglio improvviso sveglia l’attenzione addormentata: è visto, assaporato, udito, analizzato, tagliato nel vivo della sua carne fino ai minimi termini, in uno spazio caotico, non gerarchizzato, non predigerito da un’entità ordinatrice, uno spazio senza territorio, incondizionato, uno spazio minaccioso e allettante nella sua libertà. Nessuno stampo normativo da imitare o prospettiva povera, falsa e riduttiva che incanalino in un precostituito senso monodimensionale: cancellare il mondo per costruirne un altro con audacia, un mondo in cui essere quel che si è, forma significante (oggetto-parola) non ingabbiata dalle maglie della norma, della razionalità sterile o del linguaggio consueto ed abusato. continua…

articolo redatto da: elisa_g