presentazione ‘la catastrofe della modernità…’

01-06-2011
giu ’11
6
21:00

6 giugno 2011 ore 21.
Atelier Meta-Teatro | via Natale Del Grande 21 | Roma

La catastrofe della modernità. La modernità della catastrofe.
Antologia di scritture anomale della generazione saltata.

Commento e scelta dei testi di Francesco Muzzioli.
A cura di Alfonso Malinconico.
Traduzione inglese Anthony Robbins.
Fabio D’Ambrosio Editore, Milano 2009.

Intervengono

Francesco Muzzioli
Massimiliano Borelli
Massimiliano Manganelli

e

Tiziana Colusso
Sara Davidovics
Michele Fianco
Florinda Fusco
Lidia Riviello
Federico Scaramuccia

info
Atelier Meta-Teatro +39 06 5814723

 

scene da una catastrofe 2011

23-02-2011

la catastrofe è
se mi viene da dire che provo disgusto…
i più direbbero che sono un moralista bacchettone e che ciascuno è libero di guardare ciò che gli pare.

ps:
la catastrofe NON è per i lavori in corso.

presentazione antologia

12-11-2009
nov ’09
13
19:00

Venerdì 13 novembre 2009 – ore 19,00
Il Ritrovo, B.go Carso – Latina (Tel. 0773/638108)

Associazione Culturale Campana Latina
Patrocinio della Provincia di Latina

PREMIO DI POESIA “FRANCO CAVALLO” – Edizione 2009
Premiazione e Presentazione dell’Antologia

La Catastrofe della Modernità
La Modernità della Catastrofe

commento e scelta dei testi di Francesco Muzzioli
a cura di Alfonso Malinconico
Fabio D’Ambrosio Editore – Milano 2009
continua…

il viaggio di bruno. animazione video grafica pittorica in HD

07-07-2009

non perdetevi la riedizione in HD di una delle nostre realizzazioni più interessanti.

i video sono estratti dal film:
fra’ giordano bruno redivivo (2005)
regia di claudio pappalardo.

le grafiche sono state realizzate a partire da opere pittoriche di gaetano delli santi e fabio d’ambrosio.

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

fra’ giordano bruno – IL FILM

12-11-2008

Il lungometraggio nasce dalle riprese realizzate durante la  messa in scena teatrale, in cartellone a roma nel febbraio 2003. i testi sono tratti dal volume “fra’ giordano bruno redivivo” di gaetano delli santi, pubblicato da fabio d’ambrosio editore (2001).

regia: claudio pappalardo
scenografia virtuale: fabio d’ambrosio
scenografia: gianni gangai
musiche: art bears (su gentile concessione di chris cutler)

booktrailer fra’ giordano bruno redivivo

26-10-2008

evento: fiera del libro di torino. presentazione de ‘la forza generativa del barocco’

02-05-2008
mag ’08
11
18:00

Spazio Stock -Fiera del Libro di Torino

La forza generativa del Barocco. L’eredità estetico linguistica del
Barocco alle Avanguardie.
La rivoluzione barocca per un’analisi critica della società contemporanea.

A cura di: Fabio D’Ambrosio
Intervengono: Gaetano delli Santi e Paolo Jachia

nota di francesco muzzioli a ‘fra’ giordano bruno dedivivo’

02-02-2008

Chi si accosta all’opera deve, da subito, accettare una sfida.
E l’oggetto di questa sfida è precisamente la “comprensione” — che invece l’ermeneutica tradizionale presuppone come il “dato” di partenza e dunque come il fatto più scontato che ci sia. Per effetto della sfida che il testo è, ci si ritrova gettati agli estremi. Da un lato, per quanto sia ricca la competenza linguistica, i significati delle parole ci sfuggono. Diciamo che ci sono lontani, in quanto le unità lessicali sono provenienti da aree della lingua distanti nel tempo (arcaismi) o nello spazio (gerghi). Il che si riduce — in parole poverissime, che sono poi quelle della reazione abituale dei lettori — al fatto che il testo non si capisce. Non solo per il lettore-consumatore, abituato a fruizioni rapide, ma anche per il classico interprete dell’ermeneutica, il quale — si sa — pensa che tocchi alla tradizione portare il testo verso di lui. Insomma, o parla subito o niente.

Ma d’altro lato, è proprio quello che il testo di Delli Santi fa, se lo guardiamo dall’estremo opposto. Nel senso che lo capiamo benissimo, infatti: e immediatamente, per l’appunto. Basta che ci dimentichiamo per un momento del livello del significato. Potremmo dire: della mediazione del significato. Cosa dobbiamo fare, invece? Proviamo a recepirlo come gesto. Lasciamoci interessare dalla sua intonazione, dalla sua attività, dalla sua dinamica in movimento. E tutto è chiaro, fin dal principio. Il gesto testuale ci invade, ci preme e, per l’appunto, ci sfida. E, in questo, è chiarissimo: non possono esserci dubbi sulle sue intenzioni aggressive e polemiche. Possiamo difenderci da questa colluttazione linguistica e non accettarla affatto (e qui il giudizio del “non si capisce niente!” è proprio di coloro che hanno capito benissimo… e per giunta da subito), oppure trovarci a condividerla (almeno parzialmente; e anche contro noi stessi) nei suoi obiettivi e bersagli. Perché il pubblico, come in ogni avanguardia che si rispetti, ha da risultare diviso. Questo è “normale”. La chiusura è dunque una chiusura relativa, una chiusura selettiva.

La risposta “naturale” all’omologazione è il plurilinguismo. La prospettiva di Bruno è qui utilmente messa a frutto, trasferendo nel linguaggio poetico-letterario la ricerca degli “infiniti universi”. Si tratterà allora di esplorare infiniti universi linguistici in un plurilinguismo che non è più “duale”, cioè teso soltanto a intaccare il primato gerarchico del codice ufficiale con un codice subalterno. Non c’è più ragione di affrontare l’autorità della tradizione con la lingua quotidiana, in quanto la prima è già stata sconfitta ed uccisa. Nasce l’esigenza di un diverso schema che rivendichi la produttività linguistica. Ecco allora un plurilinguismo della massima pluralità degli apporti.

Il plurilinguismo è espansivo a tal punto che si espande al di là della stessa elaborazione linguistica. Nel farsi libro, il testo di delli Santi si è incontrato con la pittura di Fausto Pagliano. L’operazione di edizione non è stata un’impresa soltanto per il coraggio di presentare al pubblico un’opera che perfino gli addetti ai lavori (ormai ridotti ad “addetti ai piaceri”) giudicheranno illeggibile. Non bastava questo. Si trattava anche di coinvolgere altre arti (del resto lo stesso delli Santi è anche artista figurativo) nel disegno di una poetica tendenziosa; per esprimersi, insomma, e per lottare con il maggior numero di strumenti possibili. Così il progetto grafico è chiamato a porsi nella stessa lunghezza d’onda della scrittura: è la prosecuzione con altre armi e su un altro campo della battaglia che il testo ha inteso intraprendere nel dominio della lingua.

E allora la grafica si fa avvolgente, capillare, e prolifera anch’essa in grado estremo. Ogni pagina è un’opera. Che risponde, rilancia, configura diversamente le istanze della pulsione verbale. Come la scrittura, anche l’impaginazione ama direzioni divergenti e la temperie del décalage, l’alta escursione termica, i cortocircuiti dei suoi elementi: lo si potrà vedere negli scarti tra l’antico e l’ultramoderno, l’aggraziato e il duro, l’ornamentale e il significativo. (Davvero mi par di vedere, in questa invasione insieme della scrittura e del segno non verbale, una intersemiosi di grado assai elevato; e quasi una dimostrazione, alla faccia delle euforie informatiche, che il supporto “cartaceo” può essere — gettato alle ortiche ogni vittimismo e ogni rimpianto delle gloriose vestigia passate — un validissimo e maggiormente competitivo ipertesto multimediale).

L’interpretazione del libro come oggetto artistico contribuisce a oggettivare anche il testo, a rendere ancora più materiali, straniati e carichi di tensione gli strati ritrovati della parola.

Francesco Muzzioli

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

il Barocco fra modernita’ e postmoderno

06-06-2006

Recensione a Gaetano Delli Santi, La forza generativa del Barocco. L’eredità estetico-linguistica del Barocco alle Avanguardie. Fabio D’Ambrosio Editore, Milano 2006.

“ I diritti di una semantica barocca, cioè aperta alla proliferazione del significante: infinita e pur tuttavia strutturata”. Questa affermazione di Roland Barthes trova la sua più ampia e documentata esemplificazione nel lavoro di Gaetano Delli Santi su “La forza generativa del Barocco”. Il linguaggio pluralistico del barocco consente una produttività straripante e ramificata che non può essere frenata da “nulla accademia”, come avrebbe detto Giordano Bruno, barocco anch’egli sia per la sovversione dei dogmatismi ideologici sia per la “proliferazione” anticlassicistica del suo linguaggio. Ed in un certo senso la stessa struttura linguistica dell’opera di Delli Santi, continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

prefazione al volume vieste avamposto di avanguardia

02-02-2006

di Marisa Napoli

Perché parlare d’Avanguardia è segno di contraddizione? O ottusa opposizione o fulminante passione: queste sono le reazioni che anche ultimamente mi è capitato di registrare non solo tra i giovani, liceali o abilitandi della scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario, futuri insegnanti dunque, ma -cosa più sorprendente- anche nei salotti letterari e persino nella redazione di una nota rivista milanese, dove il termine ha avuto l’effetto travolgente di un’onda anomala.
L’avversione nei confronti dell’Avanguardia forse è data anche dal fatto che il linguaggio massmediale e l’organizzazione culturale postmoderna ne ha fagocitato le forme spettacolarizzandole e svuotandole di contenuti?
C’è vera conoscenza dell’universo attuale delle proposte poetiche o si procede per slogan e stereotipi? continua…

10 marzo 2006: arte cinetica a milano… inaugurazione mostra e presentazione catalogo

02-02-2006

spazio Boccioni
L.A.S. U.Boccioni
P.le Arduino 4
20149 Milano

tel 0248019849

INAUGURAZIONE MOSTRA
E PRESENTAZIONE CATALOGO
ARTE CINETICA

esposte opere di:

ADRIAN Marc, AGAMY Aacov, ALBERS Josef, ALVIANI Getulio, ANUSZKIEWICKZRichard, APOLLONIO Marina, BERLEWY Henrych, BIASI Alberto, BILL Max, BORIANI Davide, CHRISTEN Andreas, COLOMBO Gianni, COSTA Toni, CRUZ-DIES Carlos, DE VECCHI Gabriele, HERBINAuguste, KRATINA Radek, LANDI Edoardo, LE PARC Julio, LUCENA Victor, LUDWIG Wolfang, MARI Enzo, MASSIRONI Manfredo, MAVIGNIER Almir, MORELLET François, PICELJ Ivan, RILEY Bridget, SOTO Jesùs Raphael, STEELE Jeffrey, STEIN Joel, SZPAKOWSKJ Waclaw, TALMANN Paul, TINGUELY Jean, VARISCO Grazia, VASARELY Victor, WINIARSKY Ryszard

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

23-25 marzo 2006 VIESTE. mini festival d’Avanguardia

02-02-2006

Presentazione del volume:
VIESTE AVAMPOSTO DI AVANGUARDIA, la poesia di Edoardo Sanguineti e Gaetano
delli Santi: due generazioni di Avanguardia a confronto.

Tre giorni di Avanguardia attraverso spettacoli, proiezioni, lezioni per le scuole e per il pubblico ed una mostra di Avanguardia Figurativa di opere dalle quali è nata la grafica del volume Vieste Avanposto di Avanguardia. continua…

COMUNICATO STAMPA poesia visuale al Liceo Boccioni di milano, COMUNICATO STAMPA

01-09-2005

COMUNICATO STAMPA
Arte contemporanea al Liceo Boccioni di Milano, V edizione

“NUOVE SCRITTURE”
Poesia visuale nelle collezioni milanesi.
continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio
articolo presente in: catalogo arte  nuove scritture

l’arte contemporanea nella scuola: perchè e come

01-09-2005

L’ARTE CONTEMPORANEA NELLA SCUOLA:
PERCHÉ E COME

COMUNICATO STAMPA
ANISA – per l’educazione all’arte Sezione di Milano
con il patrocinio della Provincia di Milano
organizza il seminario continua…

sfogliate il volume…

31-08-2005
articolo redatto da: fabio d'ambrosio

il petrarchismo strisciante nel ’900 italiano

27-08-2005

da la forza generativa del barocco
l’eredità estetico-linguistica del Barocco alle Avanguardie
fabio d’ambrosio editore
di Gaetano delli Santi

NB: i riferimenti e i rimandi alle note sono relativi al testo da cui il brano è tratto.

Il petrarchismo strisciante nel ’900 italiano

A tutt’oggi, quasi tutta la poesia italiana si rifà agli stilemi e alle tematiche della tradizione petrarchesca. Parallelamente, l’antimarinismo, l’antibarocco, e di conseguenza, quasi in maniera ineluttabile, l’antiavanguardia, resistono nella mentalità di molti intelettuali.
Non ci credete?
E allora eccovi un consiglio pratico per constatare di persona se l’affermazione svraespressa, corrisponde al vero o a un giudizio del tutto gratuito:

- prendete una Antologia sulla poesia italiana;
- scegliete un periodo che vada -ad esempio- dal primo ’900 ad oggi;
- estrapolate a caso (facendo cadere a occhi chiusi il dito sui singoli testi) intere strofe da poesie di diversi autori (se non addirittura da tutti gli autori menzionati nell’Antologia stessa);
- ricomponete le varie strofe in forma di poemetto (sempre seguendo la casualità dell’ordine secondo cui le avrete estrapolate) quasi a comporre un poemetto;
- aggiungete, fra quelle strofe, due o più sonetti appartenenti al ’500… e
- leggete il tutto (facendo credere che è stato scritto da un solo autore), sottoponendo la lettura a persone a cui non rivelerete il metodo adottato…
- e voilà… continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

la forza inventiva del Barocco e dell’Avanguardia contro la tradizione petrarchista

27-08-2005

da la forza generativa del barocco
l’eredità estetico-linguistica del Barocco alle Avanguardie
in corso di pubblicazione fabio d’ambrosio editore
di Gaetano delli Santi

NB: i riferimenti e i rimandi alle note sono relativi al testo da cui il brano è tratto.

Il Barocco -come l’Avanguardia- si pone contro la tradizione petrarchista facendo emergere un linguaggio ricco di scherzi, di stramberie e di sghignazzi grotteschi, allo scopo di rivelare liberamente i lati osceni dell’esistenza umana.
Quando si tratta di osservare criticamente l’uomo e i lati peggiori della sua esistenza, le parole mordono, si fanno corrosive e caustiche, distorcono il loro senso rendendosi equivoche e fisicamente fastidiose:
«Farò veder le bassezze innumerabili, le sciapitezze inenarrabili, le durezze insopportabili, gli storcimenti del buon parlare, le contradizioni delle sentenze, i barbarismi delle frasi, gli storpi della lingua, le freddure degli agggiunti, le meschinità delle rime, infino alla falsità delle desinenze scappate, che non si possono scusare, perciochè non son notate nel registro degli altri errori». continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

quando la memoria era un’arte…e non veniva misurata in mb (articolo pubblicato sulla rivista applicando)

17-07-2005

Copertina-6
ARTICOLO APPARSO SUL NUMERO DI FEBBRAIO 2003 DELLA RIVISTA DI GRAFICA ED INFORMATICA ‘APPLICANDO’

QUANDO LA MEMORIA ERA UN’ARTE
(e non veniva misurata in Mb)

IL PROCESSO INQUISITORIO A GIORDANO BRUNO IN UN LIBRO, UN VIDEO ED UN’OPERA TEATRALE NATI DAL MASSICCIO AUSILIO DELLE NUOVE TECNOLOGIE

di Fabio D’Ambrosio

continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio

le parole vogliono la parità dei sessi (contributo al testo ‘nuove scritture’ di adelaide busiello)

17-07-2005

da ‘nuove scitture’ (D’Ambrosio editore, milano, 2005)
di Adelaide Busiello III H

Parole… al primo impatto possono sembrare tali, ma ecco la novità: le parole non sono più solo parole, le parole sono donne, vogliono attirare verso di loro l’attenzione del lettore. Con le loro curve sinuose sono seduttrici e ammaliatrici. A volte si vestono in maniera provocante, utilizzano strane e piacevoli posizioni per farsi leggere, sul foglio vogliono rotolarsi libere tra quell’enorme spazio bianco, vogliono essere ammirate, guardate, desiderate, toccate. Vogliono giocare liberamente con le loro compagne: con ogni forma e misura.
Le parole vogliono meritare più spazio. continua…

articolo redatto da: fabio d'ambrosio
articolo presente in: catalogo arte  nuove scritture

un estremista del vocabolario (saggio nel risvolto di copertina)

17-07-2005

da Fra’ Giordano Bruno redivivo (D’Ambrosio editore, milano 2001)
di Francesco Muzzioli

1. Una volta, neanche tanto tempo fa — all’altezza delle nuove avanguardie degli anni Cinquanta-Sessanta, — il testo sperimentale veniva incontro al destinatario come un’opera aperta: gli veniva incontro anche nel senso che si prestava ad un “incontro”, perché gli offriva il destro di giocare con le sue parti (a spostare, a ricomporre: a ri-creare, insomma), in modo da disporle ogni volta diversamente, secondo la propensione del momento. Oggi — nel testo di delli Santi, in consonanza con uno sperimentalismo del tutto nuovo, — quella che viene incontro al lettore sembra essere piuttosto un’opera chiusa. In qualche modo catafratta in una corazza di parole. E non gli viene più tanto “incontro”, dunque, quanto piuttosto inopinatamente “contro”. Il sogno (l’illusione) della libera partecipazione è tramontato, con quel tanto di “ricreativo” che possedeva. Il destinatario si accorge di non essere più un “fruitore”, che può giovarsi a piacimento dell’opera e combinarsela come gli pare; non può più essere un semplice “consumatore” di linguaggio. Accade qualcosa che, nella logica del mondo delle merci, sarebbe assurda. Il prodotto rende difficile il consumo. Chi si accosta all’opera deve continua…