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	<title>fabio d&#039;ambrosio editore &#187; redazione</title>
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	<description>A V A M P O S T O  di  A V A N G U A R D I A</description>
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		<title>ahi costantin  di quanto mal fu madre. di eugenio scalfari</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 23:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio d&#39;ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni, costume, società]]></category>

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		<description><![CDATA[l&#8217;articolo è del 5 agosto 2007.
come sempre ci piace esercitare la verbalizzazione su questioni così note da sembrare banali.
ma appunto perchè note, è molto difficile mettere in atto una verbalizzazione efficace.
come dice molto giustamente silvano agosti nelle interviste&#8230;&#8221;quando si è dentro, anche una goccia d&#8217;acqua ti può affogare. ma quando sei fuori, è solo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>l&#8217;articolo è del 5 agosto 2007.<br />
come sempre ci piace esercitare la verbalizzazione su questioni così note da sembrare banali.<br />
ma appunto perchè note, è molto difficile mettere in atto una verbalizzazione efficace.<br />
<span style="font-style: normal;"><em>come dice molto giustamente silvano agosti nelle </em><a href="http://www.dambrosioeditore.it/catamoderni"><em>interviste</em></a><em>&#8230;&#8221;quando si è dentro, anche una goccia d&#8217;acqua ti può affogare. ma quando sei fuori, è solo una goccia d&#8217;acqua&#8221;.<br />
sì certo&#8230;in effetti è solo una goccia d&#8217;acqua.</p>
<p><a href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2010/05/Ahi-Costantin.doc">Ahi Costantin</a> </em></span></em></p>
<p>Tra le tante questioni che affliggono il nostro paese, insolute da molti anni e alcune risalenti addirittura alla fondazione dello Stato unitario, c&#8217;è anche quella cattolica. Probabilmente la più difficile da risolvere.  Personalmente penso anzi che resterà per lungo tempo aperta, almeno per l&#8217;arco di anni che riguardano le tre o quattro generazioni a venire. Roma e l&#8217;Italia sono luoghi di residenza millenaria della Sede apostolica e perciò si trovano in una situazione anomala rispetto a tutte le altre democrazie occidentali. Se guardiamo agli spazi mediatici che la Santa Sede, il Papa, la Conferenza episcopale hanno nelle televisioni e nei giornali ci rendiamo conto a prima vista che niente di simile accade in Francia, in Germania, in Gran Bretagna, in Olanda, in Scandinavia e neppure nelle cattolicissime Spagna e Portogallo per non parlare degli Usa, del Canada e dell&#8217;America Latina dove pure la popolazione cattolica ha raggiunto il livello di maggiore densità.   Da noi le reti ammiraglie di Rai e di Mediaset trasmettono sistematicamente ogni intervento del Papa e dei Vescovi. L&#8217;&#8221;Angelus&#8221; è un appuntamento fisso.<span id="more-2139"></span> Le iniziative e le dichiarazioni dei cattolici politicamente impegnati ingombrano i giornali, il presidente della Repubblica, appena nominato, sente il bisogno di inviare un messaggio di &#8220;presentazione&#8221; al Pontefice, cui segue a breve distanza la visita ufficiale.  Tutto ciò va evidentemente al di là d&#8217;una normale regola di rispetto e dipende dal fatto che in Italia il Vaticano è una potenza politica oltre che religiosa. Ciò spiega anche la dimensione dei finanziamenti e dei privilegi fiscali dei quali gode il Vaticano, la Santa Sede e gli enti ecclesiastici; anche questi senza riscontro alcuno negli altri paesi.  <br />
 Infine il rapporto di magistero che la gerarchia ecclesiastica esercita sulle istituzioni ovunque vi sia una rappresentanza di cattolici militanti e la funzione di guida politica che di fatto orienta i partiti di ispirazione cattolica e quindi cospicui settori del Parlamento.   La questione cattolica è dunque quella che spiega più d&#8217;ogni altra la diversità italiana. Spiega perché noi non saremo mai un &#8220;paese normale&#8221;. Perché una parte rilevante dell&#8217;opinione pubblica, della classe politica, dei mezzi di comunicazione, delle stesse istituzioni rappresentative, sono etero-diretti, fanno capo cioè e sono profondamente influenzati da un potere &#8220;altro&#8221;. Quello è il vero potere forte che perdura anche in tempi in cui la secolarizzazione dei costumi ha ridotto i cattolici praticanti ad una minoranza.  &#8221;Ahi Costantin, di quanto mal fu madre&#8230;&#8221;.   La questione cattolica ha attraversato varie fasi che non è questa la sede per ripercorrere. Basti dire che si sono alternate fasi di latenza durante le quali sembrava sopita, e di vivace ed aspra riacutizzazione.   Il mezzo secolo della Prima Repubblica, politicamente dominato dalla Democrazia cristiana, fu paradossalmente una fase di latenza. La maggioranza era etero-diretta dal Vaticano e dagli Stati Uniti, il Pci era etero-diretto dall&#8217;Unione Sovietica. Entrambi i protagonisti accettavano questo stato di cose, insultandosi sulle piazze e dai pulpiti, ma assicurando, ciascuno per la sua parte, un sostanziale equilibrio. Quando qualcuno sgarrava, veniva prontamente corretto.   Ma la fase attuale non è affatto tranquilla, la questione cattolica si è riacutizzata per varie ragioni, la prima delle quali è l&#8217;emergere sulla scena politica dei temi bioetici con tutto ciò che comportano.   La seconda ragione deriva dalla linea assunta da Benedetto XVI che ritiene di spingere il più avanti possibile le forme di protettorato politico-religioso che il Vaticano esercita in Italia, per farne la base di una &#8220;reconquista&#8221; in altri paesi a cominciare dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Baviera, dall&#8217;Austria e da alcuni paesi cattolici dell&#8217;America meridionale. Le capacità finanziarie dell&#8217;episcopato italiano forniscono munizioni non trascurabili per sostenere questo disegno che ha come obiettivo l&#8217;esportazione del modello italiano laddove ne esistano le condizioni di partenza.   A fronte di quest&#8217;offensiva le &#8220;difese laiche&#8221; appaiono deboli e soprattutto scoordinate. Si va da forme d&#8217;intransigenza che sfiorano l&#8217;anticlericalismo ad aperture dialoganti ma a volte eccessivamente permissive verso i diritti accampati dalla &#8220;gerarchia&#8221;. Infine permane il sostanziale disinteresse della sinistra radicale, che conserva verso il laicismo l&#8217;antica diffidenza di togliattiana memoria.   Si direbbe che il solo dato positivo, dal punto di vista laico, sia una più acuta sensibilità autonomistica che ha conquistato una parte dei cattolici impegnati nel centrosinistra. Ma si tratta di autonomia a corrente variabile, oggi rimesso in discussione dalla nascita del Partito democratico e dai vari posizionamenti che essa comporta per i cattolici che ne fanno parte. Con un&#8217;avvertenza di non trascurabile peso: secondo recenti sondaggi nell&#8217;ultimo decennio i cattolici schierati nel centrosinistra sarebbero discesi dal 42 al 26 per cento. Fenomeno spiegabile poiché gran parte dell&#8217;elettorato ex Dc si trasferì fin dal 1994 su Forza Italia; ma che certamente negli ultimi tempi ha accelerato la sua tendenza.   * * *   Un fenomeno degno di interesse è quello del recente associazionismo delle famiglie. Non nuovo, ma fortemente rilanciato e unificato dal &#8220;forum&#8221; che scelse come organizzatore politico e portavoce Savino Pezzotta, da poco reduce dalla lunga leadership della Cisl e riportato alla ribalta nazionale dal &#8220;Family Day&#8221; che promosse qualche mese fa in piazza San Giovanni il raduno delle famiglie cattoliche.   Da allora Pezzotta sta lavorando per trasformare il &#8220;forum&#8221; in un movimento politico. &#8220;Non un partito&#8221; ha precisato in una recente intervista &#8220;ma un quasi-partito; insomma un movimento autonomo che potrà eventualmente appoggiare qualche partito di ispirazione cristiana che si batta per realizzare gli obiettivi delle famiglie. Sia nei valori che sono ad esse intrinseci sia per i concreti sostegni necessari a realizzare quei valori&#8221;.   L&#8217;obiettivo è ambizioso e fa gola ai partiti di impronta cattolica, ma Pezzotta amministra con molta prudenza la sigla di cui è diventato titolare. Dico sigla perché al momento non sappiamo quale sia la sua realtà organizzativa e la sua effettiva spendibilità politica.   Sembra difficile che il nascituro movimento delle famiglie possa praticare una sorta di collateralismo rispetto ai settori cattolici militanti nel Partito democratico: la piazza di San Giovanni non sembrava molto riformista, le voci che l&#8217;hanno interpretata battevano soprattutto su rivendicazioni economiche ma non basterà riconoscergliele per acquistarne il consenso e il voto. A torto o a ragione le famiglie e le sigle che le rappresentano ritengono che quanto chiedono sia loro dovuto. Il voto elettorale è un&#8217;altra cosa e non sarà Pezzotta a guidarlo. Ancor meno i vari Bindi, Binetti, Bobba nelle loro differenze. Voteranno come a loro piacerà, seguendo altre motivazioni e inclinazioni, influenzate soprattutto dai luoghi in cui vivono e dai ceti sociali e professionali ai quali appartengono.   * * *   Un elemento decisivo della questione cattolica e dell&#8217;anomalia che essa rappresenta è costituito dalla dimensione degli interessi economici della Santa Sede e degli enti ecclesiastici, del loro &#8220;status&#8221; giuridico e addirittura costituzionale (il Trattato del Laterano è stato recepito in blocco con l&#8217;articolo 7 della nostra Costituzione) e dei privilegi fiscali, sovvenzioni, immunità che fanno nel loro insieme un sistema di fatto inattaccabile. Basti pensare che la Santa Sede rappresenta il vertice di un&#8217;organizzazione religiosa mondiale e fruisce ovviamente d&#8217;un insediamento altrettanto mondiale attraverso la presenza dei Vescovi, delle parrocchie, degli Ordini religiosi, delle Missioni. Ma, intrecciata ad essa c&#8217;è uno Stato &#8211; sia pure in miniatura &#8211; che gode d&#8217;un tipo di immunità e di poteri propri di uno Stato e quindi di una soggettività diplomatica gestita attraverso i &#8220;nunzi&#8221; regolarmente accreditati presso tutti gli altri Stati e presso le organizzazioni internazionali.   Questa doppia elica non esiste in nessun&#8217;altra delle Chiese cristiane ed è la conseguenza della struttura piramidale di quella cattolica e della base territoriale da cui trasse origine lo Stato vaticano e il potere temporale dei Papi. Non scomoderemo Machiavelli e Guicciardini, Paolo Sarpi e Pietro Giannone per ricordare quali problemi ha sempre creato il potere temporale nella storia della nazione italiana, nell&#8217;impossibilità di realizzare l&#8217;unità nazionale quando gli altri paesi europei avevano già da secoli raggiunto la loro ed infine lo scarso senso dello Stato che gli italiani hanno avuto da sempre e continuano abbondantemente a dimostrare. Sarebbe storicamente scorretto attribuire unicamente al potere temporale dei Papi questo deficit di maturità civile degli italiani, ma certo esso ne costituisce uno dei principali elementi.   Purtroppo il temporalismo è una tentazione sempre risorgente all&#8217;interno della Chiesa; sotto forme diverse assistiamo oggi ad un tentativo di resuscitarlo che si esprime attraverso la presenza politica diretta dell&#8217;episcopato nelle materie &#8220;sensibili&#8221; il cui ventaglio si sta progressivamente ampliando.   Negli scorsi giorni l&#8217;atmosfera si è ulteriormente riscaldata a causa di una frase di Prodi che esortava i sacerdoti a sostenere la campagna del governo contro le evasioni fiscali e lamentava lo scarso contributo della Chiesa ad un tema così rilevante.   Credo che Prodi, da buon cattolico, abbia pronunciato quella frase in perfetta buonafede ma, mi permetto di dire, con una dose di sprovveduta ingenuità. Lo Stato non rappresenta un tema importante per i sacerdoti e per la Chiesa. Ancorché i preti e i Vescovi siano cittadini italiani a tutti gli effetti e con tutti i diritti e i doveri dei cittadini italiani, essi sentono di far parte di quel sistema politico-religioso che a causa della sua struttura è totalizzante. La cittadinanza diventa così un fatto marginale e puramente anagrafico; salvo eccezioni individuali, il clero si sente e di fatto risulta una comunità extraterritoriale. Pensare che una delle preoccupazioni di una siffatta comunità sia quella di esortare gli italiani a pagare le tasse è un pensiero peregrino. Li esorta &#8211; questo sì &#8211; a mettere la barra nella casella che destina l&#8217;otto per mille del reddito alla Chiesa. Un miliardo di euro ha fruttato all&#8217;episcopato italiano quell&#8217;otto per mille nel 2006. Ma esso, come sappiamo, è solo una parte del sostegno dello Stato alla gerarchia, alle diocesi, alle scuole, alle opere di assistenza.   * * *   Come si vede la pressione cattolica sullo Stato &#8220;laico&#8221; italiano è crescente, si vale di molti mezzi, si manifesta in una pluralità di modi assai difficili da controllare e da arginare.   Le difese laiche &#8211; si è già detto &#8211; sono deboli e poco efficaci: affidate a posizioni individuali o di gruppi minoritari ed elitari contro i quali si ergono &#8220;lobbies&#8221; agguerrite e perfettamente coordinate da una strategia pensata altrove e capillarmente ramificata.  Quanto al grosso dell&#8217;opinione pubblica, essa è sostanzialmente indifferente. La questione cattolica non fa parte delle sue priorità. La gente ne ha altre, di priorità. È genericamente religiosa per tradizione battesimale; la grande maggioranza non pratica o pratica distrattamente; i precetti morali della predicazione vengono seguiti se non entrano in conflitto con i propri interessi e con la propria &#8220;felicità&#8221;. In quel caso vengono deposti senza traumi particolari.   Perciò sperare che la democrazia possa diventare l&#8217;&#8221;habitus&#8221; degli italiani è arduo. Gli italiani non sono cristiani, sono cattolici anche se irreligiosi. Questo fa la differenza.    (5 agosto 2007)</p>
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		<title>pier luciano guardigli ci ha lasciati&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 20:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio d&#39;ambrosio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;e noi ci sentiamo assai meno forti.
con lui era facile sentirsi sicuri.
abbiamo fatto poche cose assieme&#8230; ma sono state tutte grandi lezioni.
(anche se, come sempre quando si incontrano grandi persone, siamo riusciti a coglierle solo in parte)
luciano ci ha offerto pensiero agli steroidi perchè affiancato da una potente etica.
pensiero ed etica che ti fanno fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0341.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-377" title="Guardigli" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0341-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8230;e noi ci sentiamo assai meno forti.<br />
con lui era facile sentirsi sicuri.<br />
abbiamo fatto poche cose assieme&#8230; ma sono state tutte grandi lezioni.<br />
(anche se, come sempre quando si incontrano grandi persone, siamo riusciti a coglierle solo in parte)</p>
<p>luciano ci ha offerto pensiero agli steroidi perchè affiancato da una potente etica.<br />
pensiero ed etica che ti fanno fare le cose. con gli altri.<br />
usando e facendosi usare.</p>
<p>luciano era una persona normale.<br />
in un mondo di subumani.<br />
un po&#8217; quando si cercano volontari e tutti fanno un passo indietro.<br />
tranne uno che, restando fermo, è come se si fosse fatto avanti.</p>
<p>ecco quello che di potente ci resta di luciano.<br />
l&#8217;idea di un mondo normale nel quale sia ancora possibile fare cose.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>a tutti i gentilissimi assessori</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 20:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio d&#39;ambrosio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;siete pregati di formulare richieste &#8216;intelligenti&#8217;. GRAZIE.
gentile assessore,
comprendo la sua mail e, per quanto le possa sembrare strano, ne ricevo quasi quotidianamente con la medesima richiesta dai comuni più sperduti d&#8217;italia.
rispondo a lei così come rispondo agli altri (e la cosa finisce sempre lì).
per quanto mi riguarda, preferisco ricevere mail di richieste specifiche per qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;siete pregati di formulare richieste &#8216;intelligenti&#8217;. GRAZIE.</p>
<p>gentile assessore,<br />
comprendo la sua mail e, per quanto le possa sembrare strano, ne ricevo quasi quotidianamente con la medesima richiesta dai comuni più sperduti d&#8217;italia.<br />
rispondo a lei così come rispondo agli altri (e la cosa finisce sempre lì).<br />
per quanto mi riguarda, preferisco ricevere mail di richieste specifiche per qualche volume del nostro catalogo anche a prezzo stracciato, piuttosto che richieste generiche mirate solo a riempire (?) il vuoto pneumatico nel quale versano le biblioteche in generale.<br />
mi verrebbe poi da dire&#8230;vista la produzione media editoriale&#8230;che vuoto si può colmare con il &#8230;vuoto? ma questo è un altro problema.<br />
insomma&#8230;ditemi cosa vi interessa e vediamo cosa si può fare.<br />
cordiali saluti<br />
fabio d&#8217;ambrosio</p>
<p>Il giorno 09/apr/10, alle ore 16:10, xxxx ha scritto:<br />
Salve<br />
sono Maria xxx, Assessore alla Cultura di un piccolo Comune mantovano (xxxxx). Visto i tagli sempre più consistenti effettuati agli Enti locali, che si riversano per lo più nel settore &#8220;Cultura&#8221;, volevo sapere se c&#8217;è la possibilità di avere in omaggio copie di libri da voi editi per la mia biblioteca comunale. So che la richiesta può sembrar strana ma ho deciso di provare anche questa strada per non lasciar &#8220;morire&#8221; il settore Cultura ed Istruzione del mio Comune.<br />
Vi ringrazio anticipatamente per l&#8217;eventuale risposta.<br />
Cordiali Saluti.<br />
Maria xxxx<br />
Assessore Cultura, Istruzione ed Attività Produttive del Comune di xxxx</p>
]]></content:encoded>
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		<title>caro cittadino di Adro&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 14:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio d&#39;ambrosio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensioni, costume, società]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;ci è piaciuto leggere quello che hai scritto.
il tritacarne mediatico ha fatto diventare inutile qualunque verbalizzazione, tanto che dire o non dire è diventato uguale.
tu però&#8230; saldando gli arretrati della mensa scolastica di Adro, hai fatto una cosa chiarissima.
che non si può non capire.
ahah.
alla faccia del tritacarne.
chissà se poi diventa chiaro
il fatto che i diretti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2010/04/letteracittadinoadro.pdf"><img class="alignleft size-medium wp-image-2112" title="letteracittadinoadro-1" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2010/04/letteracittadinoadro.pdf" alt="" width="300" height="300" /></a>&#8230;ci è piaciuto leggere quello che hai scritto.<br />
il tritacarne mediatico ha fatto diventare inutile qualunque verbalizzazione, tanto che dire o non dire è diventato uguale.</p>
<p>tu però&#8230; saldando gli arretrati della mensa scolastica di Adro, hai fatto una cosa chiarissima.<br />
che non si può non capire.</p>
<p>ahah.<br />
alla faccia del tritacarne.</p>
<p>chissà se poi diventa chiaro<br />
il fatto che i diretti beneficiari del tuo gesto<br />
non sono certo i bambini.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>nuova striscia di  stefano disegni</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 14:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio d&#39;ambrosio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[stefano ci manda e noi imediatamente e volentieri pubblichiamo.




]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>stefano ci manda e noi imediatamente e volentieri pubblichiamo.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2009/09/IOELUIFB1.jpg"></a><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2009/09/IOELUIFB1.jpg"><img class="size-full wp-image-1978 alignnone" title="IOELUIFB1" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2009/09/IOELUIFB1.jpg" alt="IOELUIFB1" width="362" height="290" /></a></p>
<p><span id="more-1977"></span></p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2009/09/IOELUIFB2.jpg"><img class="size-full wp-image-1979 alignnone" title="IOELUIFB2" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2009/09/IOELUIFB2.jpg" alt="IOELUIFB2" width="362" height="292" /></a></p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2009/09/IOELUIFB3.jpg"><img class="size-full wp-image-1980 alignnone" title="IOELUIFB3" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2009/09/IOELUIFB3.jpg" alt="IOELUIFB3" width="362" height="146" /></a></p>
]]></content:encoded>
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