Nato in viale Padova a Milano nel 1984 ma con radici salde in terra sarda.
Verrà licenziato dall’Accademia di Belle Arti di Brera in aprile 2008 con una tesi critica sulla figura ibrida professore-artista.

E’ docente di anatomia allo IED, animatore socio culturale per il comune di Milano e collabora attivamente con la redazione di Fabio da giugno 2007.
Lavora nel campo dell’arte da sei anni; partito come pittore, fotografo, poi scultore e ora cerca nuovi risultati nel campo del video.

Allergico alla pigrizia in tutti i suoi aspetti, sostiene privatamente una lotta contro i fumatori che gettano i mozziconi in terra.
Tra le sue passioni ci sono la pesca in mare e in fiume, l’astronomia, l’anatomia e la musica italiana, nello specifico De Andrè e De Gregori.
Il suo sogno è gestire una scuola che promuova il desiderio della conoscenza e che fornisca basi per leggere il mondo dal punto di vista del NON-PROFITTO.

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giulio casale in ‘formidabili quegli anni’, tratto dal libro di mario capanna

17-12-2008

Formidabili quegli anni, o “anni prima della distruzione della vita nell’epoca della terza rivoluzione industriale”, così Gunter Anders intitola il suo libro dove elenca con precisione tutti i meccanismi e le armi utilizzate da chi detiene il controllo dei media per isolare l’individuo in un recinto di paura del prossimo e amore per il mondo delle macchine.

Lo spettacolo di Casale non tiene conto di queste informazioni ed emerge invece una responsabilità dell’individuo che si è rintanato nel suo appartamento diventanto passivo rispetto al suo essere in una società.

Di certo responsabile di esserersi esiliato dal mondo della politica, responsabile di non essersi opposto alle comodità del mercato di consumo, ma anche inconsapevole delle conseguenze ben desiderate dal progresso, che vede l’essere umano unicamente come consumatore da nutrire. continua…

articolo redatto da: luca pischedda

zeitgeist official release

21-10-2008

Documento scomodo che dimostra quanto sia insufficiente il grado di analisi dei fatti storici da 2000 anni a questa parte. Due ore intense, faticose e micidiali che vanno a intervenire su ciò che ci siamo affezzionati a pensare e a non pensare.
Per cogliere lo “spirito del tempo” odierno, il documentario analizza trasversalmente la figura di Gesù Cristo, definendone tutte le affinità emerse da recenti studi antropologici con gli altri messia della storia umana.
Ebbene il risultato è sconcertante, i messia avevano decine di somiglianze in comune: la data di nascita, di morte e di resurrezione, i dodici apostoli, la crocifissione, tanto per dirne alcuni.
Una volta appurata l’origine mitlogica di questa figura, e l’effettiva inesistenza storica, documentata dall’assenza di prove concrete tra le cronache romane del tempo, l’impero che il cristianesimo ha eretto crolla, perché si fonda sulla veridicità di un dio che si è fatto uomo, a prova della sua esistenza.

the movie:

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articolo redatto da: luca pischedda

festival internazionale di corti a milano

29-09-2008

IVE SEEN FILMS, INTERNATIONALE SHORT FILM FESTIVAL

Pochissima partecipazione (alle proiezioni c’erano i relativi registi ed eventuali amici degli stessi), pochissima pubblicizzazione, qualità dei corti medio bassa. Basta solo dire che il giorno delle premiazioni è stato proiettato un film di Enzo Iacchetti, che è riuscito a imbarazzare persino il presentatore Bill Bristow; non sapendo cosa commentare, nel silenzio del pubblico, ha esclamato:<<bhe, che dire?>>.
Scandaloso è che gli sia stata pure consegnata una targa speciale, dallo stesso Rutger Hauer.

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articolo redatto da: luca pischedda

Giulio Casale interpreta Ugo Foscolo

24-09-2008

lacrime d’amore

Milano, nel giardino della biblioteca di via Senato, il Teatro di Verdura, tre personaggi: Giulio Casale, Elena Ghiaurov e Giovanni Pacchiano. Il primo nel ruolo di Ugo Foscolo straziato dall’amore; la seconda nei panni di Antonietta Fagnani Arese, la ricca amante milanese del Foscolo; il terzo, critico letterario e saggista, con il compito di fornire strumenti al pubblico per meglio capire ed elaborare l’epistolario dei due amanti.

Sullo sfondo un telo su cui veniva proiettato un video scadente per qualità visiva, del tutto superfluo per la comprensione dei fatti amorosi, viziato da immagini reperite da un patrimonio artistico scollato dalla pertinenza del milanese, forzato e impegnato a riempire un vuoto deciso dal regista Filippo Crivelli. Quest’ultimo è anche il responsabile della scelta delle sopracitate immagini, quindi anche il “criminale” che per esigenze tecnico/risolutive raddoppiava specularmente dipinti di Georges de La Tour e di Caspar David Friedrich per adattarli a uno schermo orizzontale. Ma sorvolando su questo evitabile intralcio, si può dire che lo spettacolo era molto simpatico e senza pretese, probabilmente da leggere con occhi sensibili all’ironia. continua…

articolo redatto da: luca pischedda

l’avanguardia contemporanea a cremona

11-06-2008

Giulio Casale, Pierluciano Guardigli e i Catamoderni leggono il contemporaneo

Cremona 7 giugno 2008 – ore 18.30
Loggia dei Militi in Piazza del Duomo

I CATAMODERNI
l’impossibile Avanguardia contemporanea

Appuntamento a Cremona, in piazza del Duomo, sotto la loggia dei Militi

Pierluciano Guardigli introduce al tema dell’Avanguardia. Chiarendone le origini, e le ragioni per cui oggi è indispensabile adottarne le modalità e i contenuti. Giulio Casale, rimanendo sull’argomento, ne approfondisce le dinamiche portando al microfono la sua esperienza di cantante impegnato in un percorso di critica del contemporaneo. I due conducono una vera e propria lezione interdisciplinare d’avanguardia, intrecciando momenti didattici contenutistici storici, a performance musicali dal vivo.
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Giulio Casale come Giorgio Gaber

10-06-2008

‘Polli d’allevamento’

Spettacolo teatrale coraggioso. Il cantante ripropone uno soggetto gaberiano di tre decenni fa, quasi senza interventi che lo differenzino dall’originale. L’operazione di emulare impeccabilmente Giorgio Gaber è facilmente attaccabile: è scontato chiedersi perché rifare “male” un intervento di cui abbiamo già un originale in circolazione? Provate a vendere gabinetti da muro o tagli su tela in una galleria d’arte… verreste derisi all’istante. continua…

articolo redatto da: luca pischedda

fiera internazionale del libro di torino

02-05-2008
8 maggio 2008
9 maggio 2008
10 maggio 2008
11 maggio 2008
12 maggio 2008

Campionario di paccottiglia letterale. Difficile trovare spazi che meritassero attenzione. Essendo una fiera, ed essendo centrata sul commercio di libri, ci si può aspettare merce pensata su misura per il pubblico italiano.

L’urgenza è quella di vendere, non quella di passare dei contenuti importanti. Gli stand affollati erano quelli che vendevano libri in miniatura, sugli animali, sul giardinaggio e sulle favolette consolatorie. Tre libri al prezzo di cinque…svenduti come tanga da spiaggio. Persone invece sensibili alle ferite della nostra società, come il sistema scolastico in frantumi, come la pubblicità che ci abitua alla pornografia, come la vergognosa bruttezza dei nostri loculi abitativi cittadini, erano poche.

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teatro: ‘NEL’ di Alessandro Bergonzoni

25-04-2008

Teatro Ciak alla Fabbrica del Vapore, inizia puntuale all’interno di una scenografia scheletrica: 3 elementi verticali nascosti da un panneggio bianco. Fino all’ultimo si cerca di cucire la relazione tra Bergonzoni e la scenografia, ma è difficile. Oltre ai 3 elementi vi sono delle tele bianche da pittore sdraiate a terra, su cui, una volta alzate, vengono proiettate delle immagini probabilmete dei suoi ultimi lavori pittorici. Anche in questo caso l’essenzialità, la relazione con il proiettore, le tele vuote, sono ottime idee rimaste a uno stato embrionale. E’ un peccato perchè contenutisticamente Bergonzoni è valido! Unisce a una carica comica una simpatia sana che non abbisogna di appoggiarsi su noiosi e troppo frequentati luoghi comuni di calvizie berlusconiane o di look alla Margioglio. continua…

articolo redatto da: luca pischedda

salone del mobile 2008

23-04-2008

Salone del mobile, reparto dedicato al tema delle energie sostenibili, per un design che pensi e si confronti con il tema del futuro (cioè dell’immediato presente) delle fonti di energia rinnovabile. Bene, varcata la soglia della Statale è stato arduo reperire installazioni pertinenti al tema.

E’ grave che chi viene selezionato per essere il propulsore di idee nuove ed intelligenti per le generazioni avvenire, non si preoccupi di fare infrastrutture e sovrastrutture conciliabili con le impellenze del mondo, quali il sovraffollamento, la desolante architettura delle città, il male vivere quotidiano dei lavoratori. Sembra che questi argomenti non avessero a che fare con il loro lavoro.

A partire dal come sono state esposte le installazioni all’interno del contesto architettonico universitario; si è sentito il disinteresse di chi sa allestire in maniera parassitaria e pirotecnica, con luci verdastre radenti statue ed elementi architettonici. Hanno incoraggiato situazioni improbabili come la camera blu pavimentata a gel, senza motivo costruita a 4 rampe di scale da terra. Altre costruzioni, come quella di Pesce, invece sono riuscite a sprecare miseramente buone idee, come le pareti in stoffa imbevuta in un liquido solidificante. continua…

articolo redatto da: luca pischedda

Getulio Alviani e Gianna Nannini al bunkerart

10-03-2008

alviani1Vernice di Getullio Alviani e Gianna Nannini. Binomio curioso. Il lavoro proposto dai due come un pezzo unico, faticava a incastrarsi e a farsi sentire omogeneo. Perchè il suono propagato dalle due casse, situate ai vertici della scultura tubolare sospesa, non interferiva acusticamente con le lamiere specchianti di Alviani.

Singolarmente, il pezzo del maestro dell’arte cinetica era impeccabile. Lavorando sulla deformazione dell’immagine riflessa, lavorando sulla relazione tra opera e spazio circostante e soprattutto sul rapporto tra l’osservatore e l’opera stessa, si può serenamente dire che ha ottenuto risultati molto alti.alviani2

La scultura appesa al centro della stanza completamente bianca, possedeva una carica di ambiguità notevole. Un tubo articolato in più parti, e scomposto a sezioni verticali alternate permetteva la sua visione interna simultaneamente a più persone. continua…

articolo redatto da: luca pischedda

teatro: ‘i la galigo’

17-02-2008

Attratti dalla regia di Robert Wilson abbiamo prenotato lo spettacolo all’Arcimboldi.
Peccato, è stata una grande delusione sotto diversi aspetti.
La storia di fondo si rifà alla consumatissima relazione tra due semidei, a cui viene impedito l’incesto: pena il crollo sistematico della nazione.
Tradimenti, gelosie, guerre immotivate, battaglie scatenate dall’ira fanciullesca del principe, ripicche. I soliti argomenti di una bassa commedia intrisa di stomacanti valori come la ricchezza, il lusso, lo sfarzo, l’opulenza, il destino e il potere. continua…

articolo redatto da: luca pischedda
articolo presente in: redazione  luca pischedda   redazione

documentario di Eugenio Benetazzo: aspettando un altro 1929

14-02-2008

Oggi ho visto il dvd dello spettacolo di Benetazzo, aspettando un altro 1929.

Le riprese non sono affatto curate, il video ha addirittura interi minuti fuori sinc.

Ma andando oltre le povertà sceniche e gli handicap dell’editing, i contenuti sono dilanianti. Rompono le ossa dei più preparati a un futuro difficile per l’intera umanità; mentre fanno a pezzi coloro i quali sono a digiuno di informazione su temi come la curva del petrolio, il signoraggio, le crisi finanziarie, le speculazioni bancarie, debiti pubblici, l’impatto dell’euro, relazioni con il mercato asiatico, e si possono permettere un insignificato ottimismo. continua…

articolo redatto da: luca pischedda

teatro: ‘per farla finita col giudizio di dio’ di Antonin Artaud

11-02-2008

Siamo andati a vedere al teatro Arsenale lo spettacolo che ‘pareva’ fosse la messa in scena dell’omonimo di Artaud.

Deludente. Il testo non è stato interpretato integralmente, e mancava tutta la parte più eroica legata alla nuova lingua sonora di Artaud.

Quello era il tasto da premere. Positiva l’iniziativa di far interagire il video con i personaggi, però che non sia decorativa, ma analogica, interattiva.

articolo redatto da: luca pischedda