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	<title>fabio d&#039;ambrosio editore &#187; luca pischedda</title>
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	<description>a v a m p o s t o di a v a n g u a r d i a</description>
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		<title>giulio casale in &#8216;formidabili quegli anni&#8217;, tratto dal libro di mario capanna</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 22:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca pischedda</dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensioni, costume, società]]></category>
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		<description><![CDATA[Formidabili  quegli anni, o “anni prima della distruzione della vita nell’epoca della terza rivoluzione industriale”, così Gunter Anders intitola il suo libro dove elenca con precisione tutti i meccanismi e le armi utilizzate da chi detiene il controllo dei media per isolare l’individuo in un recinto di paura del prossimo e amore per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Formidabili  quegli anni, o “anni prima della distruzione della vita nell’epoca della terza rivoluzione industriale”, così Gunter Anders intitola il suo libro dove elenca con precisione tutti i meccanismi e le armi utilizzate da chi detiene il controllo dei media per isolare l’individuo in un recinto di paura del prossimo e amore per il mondo delle macchine.</p>
<p>Lo spettacolo di Casale non tiene conto di queste informazioni ed emerge invece una responsabilità dell’individuo che si è rintanato nel suo appartamento diventanto passivo rispetto al suo essere in una società.</p>
<p>Di certo responsabile di esserersi esiliato dal mondo della politica, responsabile di non essersi opposto alle comodità del mercato di consumo, ma anche inconsapevole delle conseguenze ben desiderate dal progresso, che vede l’essere umano unicamente come  consumatore da nutrire.<span id="more-1009"></span></p>
<p>Cantando e recitando la nascita del movimento studentesco in Italia, Giulio Casale porta l’attenzione del pubblico su “come eravamo belli” quaranta anni fa, riferendosi più volte al pubblico con toni poeticamente accusatori, come ha fatto nel suo recente spettacolo recitando Gaber e dando alla platea l’appellativo di “polli d’allevamento”.</p>
<p>Uno spettacolo sul ’68 avrebbe senso se  riuscisse ad approfondire l’argomento abbastanza da fornire gli strumenti per farsi un’idea su cui riflettere, per aiutare a vedere ciò che ci sta intorno con un’altra ottica.</p>
<p>Durante lo spettacolo Casale interpreta brani di De Andrè, De Gregori, Guccini, che per la loro pregnanza storica non aiutano ad avere uno sguardo lucido e distante sui fatti. Sentire questi autori serve a ritornare in quegli anni, e non a uscirne rinnovati purtoppo.</p>
<p>Davanti al vuoto siderale dell’oggi si ha la speranza che i grandi maestri riescano per una seconda volta a smouvere la creatività e l’energia giovanile.</p>
<p>Risulta evidente l’urgenza per il cantante di portare al centro del dibattito sociale temi come la democrazia diretta e i crimini  italiani rimasti  impuniti, e il bisogno di far venire a galla verità scomode e di far parlare la gente di argomenti che sono alla base della vita civile fanno di Casale un artista “toccato” da un mandato sociale.</p>
<p>L’approfondimento è misurato e studiato perchè possa piacere a un pubblico diversificato. Davanti allo spavento di un passato che ci dovrebbe stimolare a un nuovo 68’(invocato a fine spettacolo con forme e modalità nuove), il cantante decide di stupire, commuovere ed emozionare. Tre modalità di trasmissione del sapere che la macchina dello spettacolo odierna necessita come lubrificante.</p>
<p>I contenuti forti, che richiedono  un impegno  quotidiano e un cambiamento di vita, sono ardui da passare in canali per il divertimento o tempo libero, a meno che non si passi per compromessi di forma e di sostanza.</p>
<p>Lontano dal volersi confrontare con i maestri che lui stesso ha citato, lo spettacolo si conclude con il cantante che esibisce umilmente alcuni suoi brani, importanti per riatterrare in una vita fatta di mamme, multe e ironia.</p>
<p>Detto questo si riconosce all’artista il merito di sostenere cause importanti, lontano dalla noiosa monotematica canzone pop italiana di oggi basata sull’amore e il tradimento.</p>
<p>Da notare una particolarità sul tono di voce tenuto dall’artista: nel suo precedente spettacolo, “polli d’allevamento” di Gaber-Luporini, Giulio Casale si impegnò ad entrare nel personaggio di Giorgio Gaber imitando con coerenza e maestria le sue movenze e tonalità di voce; ma in questo secondo episodio dove Gaber non è più nemmeno menzionato, il tono di voce di Casale risente ancora, e non si sa perchè, della discesa nel personaggio gaberiano.</p>
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		<title>zeitgeist official release</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 17:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca pischedda</dc:creator>
				<category><![CDATA[luca pischedda]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni, costume, società]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Documento scomodo che dimostra  quanto sia insufficiente il grado di analisi dei fatti storici da 2000 anni a questa parte. Due ore intense, faticose e micidiali che vanno a intervenire su ciò che ci siamo affezzionati a pensare e a non pensare.
Per cogliere lo “spirito del tempo” odierno, il documentario analizza trasversalmente la figura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/10/eye2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-488" title="eye2" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/10/eye2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Documento scomodo che dimostra  quanto sia insufficiente il grado di analisi dei fatti storici da 2000 anni a questa parte. Due ore intense, faticose e micidiali che vanno a intervenire su ciò che ci siamo affezzionati a pensare e a non pensare.<br />
Per cogliere lo “spirito del tempo” odierno, il documentario analizza trasversalmente la figura di Gesù Cristo, definendone tutte le affinità emerse da recenti studi antropologici con gli altri messia della storia umana.<br />
Ebbene il risultato è sconcertante, i messia avevano decine di somiglianze in comune: la data di nascita, di morte e di resurrezione, i dodici apostoli, la crocifissione, tanto per dirne alcuni.<br />
Una volta appurata l’origine mitlogica di questa figura, e l’effettiva inesistenza storica, documentata dall’assenza di prove concrete tra le cronache romane del tempo, l’impero che il cristianesimo ha eretto crolla, perché si fonda sulla veridicità di un dio che si è fatto uomo, a prova della sua esistenza.</p>
<p>the movie:</p>
<p><object width="300" height="300" data="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-6866557189571858559&amp;hl=it&amp;fs=true" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="VideoPlayback" /><param name="src" value="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-6866557189571858559&amp;hl=it&amp;fs=true" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><span id="more-476"></span></p>
<p>Una volta smentita la base storica, si può passare a distruggere la sua istituzione, con una semplice battuta:&lt;&lt;come mai dio che è onnipotente, onnipresente, ha sempre bisogno di soldi, forse perché non riesce a stamparseli da solo!&gt;&gt;.<br />
Determinate le relazioni che l’istituzione della chiesa ha con il potere, si passa ad analizzare l’evento del 11 settembre 2001, per ricollegarlo al fenomeno del terrorismo, e a come ci è apparso sui teleschermi. Il filo conduttore porta a vedere gli attentati come una specie di “cavallo troiano”, indispensabile per identificare e sconfiggere il nemico. Zeitgeist riesce a spiegare come i media siano riusciti a confondere le vere intenzioni per legittimare una guerra per l’approvigionamento delle risorse energetiche, conveniente in termini economici per le banche che detengono il potere di amministrare il denaro, quindi di guidare le grandi decisioni del pianeta.<br />
L’11 settembre non è un caso isolato, ci sono stati altri esempi sia durante la prima guerra mondiale che durante la seconda.<br />
Il documentario li analizza dettagliatamente, relazionandoli con interviste, o discorsi intercettati dei più grandi banchieri del mondo.<br />
Il finale è apocalittico, e probabilmente iperbolico.<br />
A parte i primi accenti a un’atmosfera new age, che tolgono serietà all’operazione, il documento rimane valido e indispensabile fornitore di strumenti di analisi per capire chi siamo, cosa abbiamo fatto, a cosa abbiamo creduto e dove stiamo andando.</p>
<p>addendum prima parte:</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/9L-6O7DvFiE&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9L-6O7DvFiE&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>addendum seconda parte:</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/H_oMPNYP9EM&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/H_oMPNYP9EM&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>festival internazionale di corti a milano</title>
		<link>http://www.dambrosioeditore.it/2008/09/29/festival-internazionale-di-corti-a-milano/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 19:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca pischedda</dc:creator>
				<category><![CDATA[luca pischedda]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni, costume, società]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>

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		<description><![CDATA[IVE SEEN FILMS, INTERNATIONALE SHORT FILM FESTIVAL

Pochissima partecipazione (alle proiezioni c’erano i relativi registi ed eventuali amici degli stessi), pochissima pubblicizzazione, qualità dei corti medio bassa. Basta solo dire che il giorno delle premiazioni è stato proiettato un film di Enzo Iacchetti, che è riuscito a imbarazzare persino il presentatore Bill Bristow; non sapendo cosa commentare, nel silenzio del pubblico, ha esclamato:&#60;&#60;bhe, che dire?&#62;&#62;.
Scandaloso è che gli sia stata pure consegnata una coppa speciale, dallo stesso Rutger Hauer.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IVE SEEN FILMS, INTERNATIONALE SHORT FILM FESTIVAL</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/blue-dolls1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-398" title="blue-dolls1" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/blue-dolls1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Pochissima partecipazione (alle proiezioni c’erano i relativi <a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/hauer-e-iacchetti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-399" title="hauer-e-iacchetti" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/hauer-e-iacchetti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>registi ed eventuali amici degli stessi), pochissima pubblicizzazione, qualità dei corti medio bassa. Basta solo dire che il giorno delle premiazioni è stato proiettato un film di Enzo Iacchetti, che è riuscito a imbarazzare persino il presentatore Bill Bristow; non sapendo cosa commentare, nel silenzio del pubblico, ha esclamato:&lt;&lt;bhe, che dire?&gt;&gt;.<br />
Scandaloso è che gli sia stata pure consegnata una targa speciale, dallo stesso Rutger Hauer.</p>
<p><span id="more-395"></span></p>
<p>Il film parlava di una mamma scappata dall’ipocrisia e dalla frenesia cittadina, per poi rintanarsi in un villaggio di montagna dove le persone sono più gentili e affettive.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/copertina-ive-seen-films.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-396" title="copertina-ive-seen-films" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/copertina-ive-seen-films-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Pochi registi al mondo sono riusciti a concentrare in 16 minuti un così alto numero di luoghi comuni, come il marito ubriacone che al mattino non si sveglia, la maestrina che non viene ascoltata, la quale in autobus viene toccata da un maniaco, un bimbo che nasce con un lieve handicap e lei che nel prato</p>
<p>di montagna lo coccola in una bellissima giornata di primavera.<br />
La mediocrità viene magnificata oramai anche in luoghi alternativi come un festival di corti internazionale.<br />
31 sponsor prestigiosi, dalla 20 Century Fox alla Warner Home Video fino alla regione Lombardia e al Centro Sarca, ingenti somme di denaro a disposizione e solo alcuni registi erano spesati di vitto e alloggio, ad alcuni nemmeno è stato pagato il viaggio, pochi premi. Dove sono finiti tutti i soldi?</p>
<p>La giuria era composta da personaggi autorevoli come Ridley Scott, e molto conosciuti come Richard Gere, che però nessuno ha visto.<br />
Sui video la simbologia religiosa era molto utilizzata, nello specifico cristiana, come Mumbler di Roels e Reygaert, o Lapsus di Zaramella.<br />
Molti artisti hanno criticato ironicamente la religione, rimanendo sempre sui luoghi comuni e sdrammatizzando, come nel caso della suora animata da Zamarella, capace di dire solo &lt;&lt;Oh my God!&gt;&gt;.<br />
Poche trovate geniali e nessun corto sull’imminente collasso economico planetario.<br />
Mi chiedo dove vivano questi registi, artisti, scrittori.<br />
Per coronare il tutto, la presenza di tre belle cantanti vestite di blu, che intonavano le note di “marameo perché sei morto” tra una pausa e l’altra.</p>
<p><span style="color: #0000ee; text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giulio Casale interpreta Ugo Foscolo</title>
		<link>http://www.dambrosioeditore.it/2008/09/24/teatro-lacrime-damore-giulio-casale-interpreta-ugo-foscolo/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 09:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca pischedda</dc:creator>
				<category><![CDATA[luca pischedda]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni, costume, società]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>

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		<description><![CDATA[lacrime d&#8217;amore
Milano, nel giardino della biblioteca di via Senato, il Teatro di Verdura, tre personaggi: Giulio Casale, Elena Ghiaurov e Giovanni Pacchiano.  Il primo nel ruolo di Ugo Foscolo straziato dall&#8217;amore; la seconda nei panni di Antonietta Fagnani Arese, la ricca amante milanese del Foscolo; il terzo, critico letterario e saggista, con il compito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>lacrime d&#8217;amore</em></p>
<p>Milano, nel giardino della biblioteca di via Senato, il Teatro di Verdura, tre personaggi: Giulio Casale, Elena Ghiaurov e Giovanni Pacchiano.  Il primo nel ruolo di Ugo Foscolo straziato dall&#8217;amore; la seconda nei panni di Antonietta Fagnani Arese, la ricca amante milanese del Foscolo; il terzo, critico letterario e saggista, con il compito di fornire strumenti al pubblico per meglio capire ed elaborare l&#8217;epistolario dei due amanti.</p>
<p>Sullo sfondo un telo su cui veniva proiettato un video scadente per qualità visiva, del tutto superfluo per la comprensione dei fatti amorosi, viziato da immagini reperite da un patrimonio artistico scollato dalla pertinenza del milanese, forzato e impegnato a riempire un vuoto deciso dal regista Filippo Crivelli. Quest&#8217;ultimo è anche il responsabile della scelta delle sopracitate immagini, quindi anche il &#8220;criminale&#8221; che per esigenze tecnico/risolutive raddoppiava specularmente dipinti di Georges de La Tour e di Caspar David Friedrich per adattarli a uno schermo orizzontale. Ma sorvolando su questo evitabile intralcio, si può dire che lo spettacolo era molto simpatico e senza pretese, probabilmente da leggere con occhi sensibili all&#8217;ironia.<span id="more-371"></span></p>
<p>Il Foscolo interpretato da Casale risentiva di accenti Gaberiani, dovuti all&#8217;immersione psicologica nel personaggio di Giorgio Gaber indispensabile per la riuscita del suo recente spettacolo <em>Polli d&#8217;allevamento</em>. Quella che potrebbe sembrare una deformazione  interpretativa è invece un punto forza dello spettacolo. Geniale è, infatti, passare il miele struggente della passione foscoliana, eletta dalla grande critica come uno dei massimi picchi della letteratura italiana, attraverso il fantasma di Gaber, rinomato invece per la sua lotta costante a una società vigliacca e disonesta. Non so se questa ironia fosse voluta o meno, di certo la &#8220;serietà&#8221; delle parole foscoliane si è persa all&#8217;istante.</p>
<p>Per avvicinarsi all&#8217;operazione di Casale, posso proporre un piccolo esperimento: mettete una musica seria (un qualsiasi brano musicale di Ludwig van Beethoven per intenderci) sotto a un video di bagnanti che compiono le classiche azioni da spiaggia (come lo spalmarsi creme, gonfiare materassini, scavare buche per aste di ombrelloni, litigare con sedie a sdraio), otterrete un video comico.</p>
<p>Similmente Casale fa parlare un personaggio &#8220;serio&#8221; di argomenti di routine popolare, ed il risultato è molto divertente.</p>
<p>Affilato e pungente era il professor Pacchiano, che aiutava il pubblico con analisi storiche, demografiche e con gossip esclusivi sui due. Rivestiva il ruolo importante di guida: permetteva di entrare ed uscire dalla storia cercando di esplorarla sotto diversi punti di vista, analizzando, per esempio, la Milano ottocentesca con notizie sul linguaggio criptato degli amanti per darsi appuntamenti o sul vero ruolo del teatro alla Scala.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>l&#8217;avanguardia contemporanea a cremona</title>
		<link>http://www.dambrosioeditore.it/2008/06/11/cremona-in-poesia-casale-guardigli-e-i-catamoderni/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 10:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca pischedda</dc:creator>
				<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[carmine lubrano]]></category>
		<category><![CDATA[eventi e presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[francesco muzzioli]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano delli santi]]></category>
		<category><![CDATA[luca pischedda]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Giulio Casale, Pierluciano Guardigli e i Catamoderni leggono il contemporaneo 
Cremona 7 giugno 2008 &#8211; ore 18.30
Loggia dei Militi in Piazza del Duomo
I CATAMODERNI
l’impossibile Avanguardia contemporanea
Appuntamento a Cremona,  in piazza del Duomo, sotto la loggia dei Militi
 Pierluciano Guardigli introduce al tema dell&#8217;Avanguardia. Chiarendone le origini, e le ragioni per cui oggi è indispensabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0346.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-373" title="Giulio Casale" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0346-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><em>Giulio Casale, Pierluciano Guardigli e i Catamoderni leggono il contemporaneo </em></p>
<p>Cremona 7 giugno 2008 &#8211; ore 18.30<br />
Loggia dei Militi in Piazza del Duomo</p>
<p>I CATAMODERNI<br />
l’impossibile Avanguardia contemporanea</p>
<p>Appuntamento a Cremona,  in piazza del Duomo, sotto la loggia dei Militi</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0341.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-377" title="Guardigli" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0341-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Pierluciano Guardigli introduce al tema dell&#8217;Avanguardia. Chiarendone le origini, e le ragioni per cui oggi è indispensabile adottarne le modalità e i contenuti. Giulio Casale, rimanendo sull&#8217;argomento, ne approfondisce le dinamiche portando al microfono la sua esperienza di cantante impegnato in un percorso di critica del contemporaneo. I due conducono una vera e propria lezione interdisciplinare d&#8217;avanguardia, intrecciando momenti didattici contenutistici storici, a performance musicali dal vivo.<br />
<span id="more-240"></span></p>
<p>A loro si aggiungono le esperienze dei nostri autori, Carmine Lubrano, Gaetano delli Santi e Francesco Muzzioli. Anche loro alternano momenti di lettura delle loro poesie a discese verticali sulla drammaticità del presente.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0386.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-375 alignleft" title="Gaetano delli Santi" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0386-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0336.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-374 alignright" title="panoramica" src="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0336-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>I tre poeti cercano di spiegare la funzione del poeta contemporaneo: di ciò di cui dovrebbe parlare la poesia, di come dovrebbe parlare la poesia, quale dovrebbe essere la fonte ispiratrice, dove dovrebbe mirare; capire se deve ancora parlare di noi dandoci l&#8217;illusione</p>
<p>di esistere almeno sulla carta, per capire se deve consolarci dal vuoto siderale che ci avvolge, per capire se invece debba svegliarci, metterci in difficoltà, chiederci uno sforzo invece di una risata gratuita.</p>
<p>Casale con simpatia e umorismo, parla di un&#8217;Italia simile a una scuola materna, parla di sbarre sui denti, parla dei nostri padri che ci hanno consegnato il testimone di una società allo sfascio.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0341.jpg"> </a></p>
<p><a style="text-decoration: none;" href="http://www.dambrosioeditore.it/wp-content/uploads/2008/09/img_0341.jpg"><br />
</a><span style="color: #0000ee; text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ee; text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
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