fiera internazionale del libro di torino

Campionario di paccottiglia letterale. Difficile trovare spazi che meritassero attenzione. Essendo una fiera, ed essendo centrata sul commercio di libri, ci si pu² aspettare merce pensata su misura per il pubblico italiano.

L’urgenza ¨ quella di vendere, non quella di passare dei contenuti importanti. Gli stand affollati erano quelli che vendevano libri in miniatura, sugli animali, sul giardinaggio e sulle favolette consolatorie. Tre libri al prezzo di cinque…svenduti come tanga da spiaggio. Persone invece sensibili alle ferite della nostra societ , come il sistema scolastico in frantumi, come la pubblicit  che ci abitua alla pornografia, come la vergognosa bruttezza dei nostri loculi abitativi cittadini, erano poche.

Al nostro stand circolava un filmato di 20 minuti con interviste a coloro che riteniamo essere gli intellettuali contemporanei, da Casale ad Agosti, dalla Hack a Minardi, da Schwarz a Robecchi, da Bergonzoni a De Capitani. Suddiviso in interventi lapidari e taglienti, il video possedeva una carica seduttiva indiscutibile. Nonostante ci² pochi venivanono attratti: l’utenza che preferiva questo tipo di prodotto era composta in particolare da uomini maturi e giovani ragazze. Innanzi allo schermo c’era un materasso matrimoniale gonfiabile che permetteva di sostare, riposare, dormire e sfogliare con calma i libri. Il nostro stand incuriosiva per la presenza misteriosa di questo materasso, per i poster con grafiche altamente seduttive, per il nostro abbigliamento e per rettangoli specchianti da una lato e bianchi dall’altro che giravano attaccati a fili trasparenti sul soffitto.

Andare in posti con un’alta presenza di persone come la fiera del libro, l’autostrada, gli uffici comunali, dove vedi in diretta le modalit  relazionali delle persone, permette di avere uno spaccato fedele della nostra societ , e non ¨ certo confortante.