giulio casale in ‘formidabili quegli anni’, tratto dal libro di mario capanna

Formidabili quegli anni, o œanni prima della distruzione della vita nellepoca della terza rivoluzione industriale, cos¬ Gunter Anders intitola il suo libro dove elenca con precisione tutti i meccanismi e le armi utilizzate da chi detiene il controllo dei media per isolare lindividuo in un recinto di paura del prossimo e amore per il mondo delle macchine.

Lo spettacolo di Casale non tiene conto di queste informazioni ed emerge invece una responsabilit  dellindividuo che si ¨ rintanato nel suo appartamento diventanto passivo rispetto al suo essere in una societ .

Di certo responsabile di esserersi esiliato dal mondo della politica, responsabile di non essersi opposto alle comodit  del mercato di consumo, ma anche inconsapevole delle conseguenze ben desiderate dal progresso, che vede lessere umano unicamente come consumatore da nutrire.

Cantando e recitando la nascita del movimento studentesco in Italia, Giulio Casale porta lattenzione del pubblico su œcome eravamo belli quaranta anni fa, riferendosi pi¹ volte al pubblico con toni poeticamente accusatori, come ha fatto nel suo recente spettacolo recitando Gaber e dando alla platea lappellativo di œpolli dallevamento.

Uno spettacolo sul 68 avrebbe senso se riuscisse ad approfondire largomento abbastanza da fornire gli strumenti per farsi unidea su cui riflettere, per aiutare a vedere ci² che ci sta intorno con unaltra ottica.

Durante lo spettacolo Casale interpreta brani di De Andr¨, De Gregori, Guccini, che per la loro pregnanza storica non aiutano ad avere uno sguardo lucido e distante sui fatti. Sentire questi autori serve a ritornare in quegli anni, e non a uscirne rinnovati purtoppo.

Davanti al vuoto siderale delloggi si ha la speranza che i grandi maestri riescano per una seconda volta a smouvere la creativit  e lenergia giovanile.

Risulta evidente lurgenza per il cantante di portare al centro del dibattito sociale temi come la democrazia diretta e i crimini italiani rimasti impuniti, e il bisogno di far venire a galla verit  scomode e di far parlare la gente di argomenti che sono alla base della vita civile fanno di Casale un artista œtoccato da un mandato sociale.

Lapprofondimento ¨ misurato e studiato perch¨ possa piacere a un pubblico diversificato. Davanti allo spavento di un passato che ci dovrebbe stimolare a un nuovo 68(invocato a fine spettacolo con forme e modalit  nuove), il cantante decide di stupire, commuovere ed emozionare. Tre modalit  di trasmissione del sapere che la macchina dello spettacolo odierna necessita come lubrificante.

I contenuti forti, che richiedono un impegno quotidiano e un cambiamento di vita, sono ardui da passare in canali per il divertimento o tempo libero, a meno che non si passi per compromessi di forma e di sostanza.

Lontano dal volersi confrontare con i maestri che lui stesso ha citato, lo spettacolo si conclude con il cantante che esibisce umilmente alcuni suoi brani, importanti per riatterrare in una vita fatta di mamme, multe e ironia.

Detto questo si riconosce allartista il merito di sostenere cause importanti, lontano dalla noiosa monotematica canzone pop italiana di oggi basata sullamore e il tradimento.

Da notare una particolarit  sul tono di voce tenuto dallartista: nel suo precedente spettacolo, œpolli dallevamento di Gaber-Luporini, Giulio Casale si impegn² ad entrare nel personaggio di Giorgio Gaber imitando con coerenza e maestria le sue movenze e tonalit  di voce; ma in questo secondo episodio dove Gaber non ¨ pi¹ nemmeno menzionato, il tono di voce di Casale risente ancora, e non si sa perch¨, della discesa nel personaggio gaberiano.